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evento del Piano Strategico

Nuova ricettivita, mini isole e boschi in spiaggia. Sarà il futuro di Rimini?

In foto: la presentazione al palacongressi (@Agenzia Dire)
la presentazione al palacongressi (@Agenzia Dire)
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Lun 27 Apr 2026 15:54 ~ ultimo agg. 16:22
Tempo di lettura 4 min

Si svolge oggi al Palacongressi "Rimini tourism revolution", una giornata di approfondimento e confronto guidato e promosso dalla Fondazione Piano Strategico. “Cambiare modello per cambiare destino” è il messaggio che accompagna l’iniziativa.

 Pontili, scogliere, piscine, giochi e mini isole fisse e galleggianti per vivere il mare; alberi, vegetazione dunale e strutture temporanee per stare in spiaggia a tutte le ore e a tutti i giorni; nuove modalità di ospitalità, dai villagge hotel alle temporary house, e di sosta. Rimini si tuffa nel turismo del futuro e, attraverso un lavoro lungo un anno con tutti gli stakeholder della filiera del settore, la Fondazione Piano Strategico prova a rispondere alla domanda "perché venire a Rimini da oggi al 2040". Una risposta che passa in primo luogo dalla riqualificazione alberghiera, con una serie di proposte dai condohotel ai village hotel; dalla garanzia di sicurezza al rinnovato rapporto con il mare; dall'adattamento al clima alla spiaggia d'inverno e alla sosta. Presidente e direttrice della Fondazione Piano strategico, Maurizio Ermeti e Noemi Bello hanno illustrato dunque la marcia di sviluppo per la città, collegata agli imminenti nuovi strumenti urbanistici, variante e nuovo Pug, chiamando al confronto il sistema economico territoriale, le Istituzioni locali e nazionali e il mondo del credito. Si parte dalla riqualificazione alberghiera con una serie di proposte per "intercettare forme nuove di ospitalità e accoglienza", precisa Ermeti, tra demolizioni e ricostruzioni, e ristrutturazioni. Tra le idee, i condhotel, alberghi con servizi luxury con una quota di appartamenti in vendita sempre a uso turistico; e i grandi quattro stelle di qualità, creati con il trasferimento di superficie di un hotel demolito o dalla demolizione di due alberghi.

Gli small apartment hotel, sul modello degli airbnb, con unità abitative di dimensioni confortevoli "sorvegliate" da un host e con spazi comuni, e il multiservice building, nel quale si aggiungono altri servizi come una spa, ristorante, coworking, piscina. Per i più giovani, ma non solo, i super hostels, dalla ristrutturazione di strutture fuori mercato; e per l'ospitalità diffusa i village hotel, che riuniscono più strutture lungo una stessa via o due in un'unica gestione, una sorta di villaggio per offrire diverse ospitalità. E ancora le temporary house per periodi più lunghi, almeno 40 giorni, così da dare una risposta a ai residenti temporanei. Dunque camere con qualche servizio per lavoratori e studenti; bilocali per chi risiede per maggior tempo e per coppie d'anziani. Dalle demolizioni si punta anche a garantire altri servizi: con la cartolarizzazione della superficie legati a turismo e ambiente come piscine e parcheggi; con la ricostruzione di piccoli parcheggi multipiano senza rampa ma con montacarichi, al massimo quattro piani e 25 posti; con il trasferimento parziale della superficie con funzione residenziale in area a monte e la cessione del terreno al Comune per giardini e parcheggi. Il lavoro della Fondazione Piano strategico pone quindi "cinque sfide": sicurezza e legalità; ristabilire il rapporto con il mare; adattarsi al clima; spiaggia d'inverno; sosta e recupero spazi urbani. Se il 1989 con le mucillagini ha segnato il "distacco" di Rimini dal mare, nel futuro la città se ne riappropria con pontili e scogliere che entrano nell'acqua e diventano non solo passeggiate ma luoghi di sosta e relax. Con piscine galleggianti vicine e varie tipi di piattaforma; con trampolini e giochi.

 A riva le piscine d'acqua marina e al posto di pedalò e mosconi mini isole fisse e galleggianti, magari con una sauna, o di forma particolare per muoversi sull'acqua. Anche una comoda poltrona dove leggere o lavora con il pc. Il tutto in uno specchio di mare "difeso" da una scogliera, un reef artificiale che non solo protegge la costa dalle mareggiate e dall'innalzamento dell'acqua, ma crea appunto uno specchio d'acqua protetto, di calma, permettendo la circolazione dell'acqua. Il cambiamento climatico è anche caldo torrido e allora in spiaggia tornano alberi e vegetazione dunale, così da evitare l'"esodo" dei bagnanti nelle ore più calde e permettere di giocare, lavorare e rilassarsi anche con il solleone. Per vivere infine la spiaggia anche con le temperature più rigide, il mitico "mare d'inverno", si punta sulle strutture temporanee, cupole più a ridosso del Parco del mare dove mangiare, divertirsi e giocare a beach volley anche mentre la neve imbianca la spiaggia.

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