Col Parco del Mare addio a 1500 parcheggi. Ermeti: ma si può rimediare
Quando sarà completamente a regime, il Parco del Mare a Rimini comporterà la perdita complessiva di 1.500 posti auto (quelli presenti sul vecchio lungomare). Il parcheggio multipiano Tripoli in piazza Marvelli da fine giugno ne garantirà circa 300. Un gap ancora consistente. Ma c'è la possibilità di rimediare. Ad esempio la Fondazione Piano strategico, nell'ambito della rivoluzione del modello turistico della città, ha lanciato alcune proposte come quella di sfruttare gli alberghi in demolizione per realizzare aree di sosta su più piani, senza rampa di accesso, ma con montacarichi. "Molto importanti", secondo il presidente Maurizio Ermeti, anche i parcheggi di assestamento del Metromare (finanziati dallo Stato per 13 milioni di euro) dato che tutte le fermate potrebbero diventare "potenziali microhub". Le aree sono quattro e le prime a partire coi lavori dovrebbero essere il Kennedy Medaglie d’oro (oggetto di ampliamento per ulteriori 70/80 posti) e il Chiabrera (con un'aggiunta di 130 stalli che porteranno il totale a 450). Secondo Ermeti però provare a cambiare la cultura della mobilità, riducendo il traffico urbano a favore del trasporto pubblico e in particolare del Metromare. Da ripensare anche la linea 11 (magari accorciandone il tragitto) che, nei momento più caotici, contribuisce al traffico sui viali delle Regine.
Per un nuovo modello di turismo, sottolinea poi il presidente, occorre stringere "un patto di filiera" in cui ogni tassello, dagli alberghi a ristoranti e negozi, dalle Istituzioni alle banche, dalla spiaggia all'intrattenimento, collabora con l'altro. E gli stakeholder sono pronti a fare la loro parte. Come emerso dalla presentazione del progetto, Cambiare modello turistico, per cambiare destino, per il sistema economico c'è la necessità di fare rete per un sistema integrato, con attenzione a pianificazione e innovazione, un ruolo attivo delle associazioni e strumenti a supporto. Le autorità legate alla sicurezza chiedono invece una collaborazione diffusa ma anche trasparenza economica e maggiore cultura del mare. Mentre il mondo del credito sottolinea che le risorse ci sono, ma serve un salto di qualità delle imprese, per progetti strutturati e una visione condivisa.
"Ora- sottolinea Ermeti- non abbiamo un prodotto coerente per pubblici specializzati e ognuno si arrangia per contro proprio con nessuno che coordina la linea di produzione". Da qui la proposta di quattro micro aree specializzate, a cui si aggiungeranno quella del centro storico e delle aree interne, con proposte coerenti e suggestioni per le camere, per gli hotel, per i negozi e il life style. A Rimini Nord i borghi creativi e artistici, valorizzando pop e vintage per un cliente tipo nord europeo a cui piace una vacanza autentica e sostenibile; a San Giuliano i cittadini temporanei, studenti e lavoratori; a Marina Centro la zona più glamour ed elegante; e a Rimini Sud famiglie e giovani per creare il primo family and young urban resort d'Europa. Con appunto proposte commerciali, per la spiaggia e di divertimento coerenti.
L'obiettivo è lanciare una riflessione a 360 gradi per entrare in una fase concreta di confronto e progettazione, auspicando nella collaborazione dei professionisti coinvolti, in strumenti ad hoc da parte di banche e pubblico. Con la Fondazione chiamata a "rilegare con un unico filo rosso tutte le esigenze". La rivoluzione proposta può essere, conclude, "un grande salto di qualità per la città e fare da modello per altri territori. Dalla zona nord ci sono già riscontri positivi e con tre-quattro pionieri per ogni zona possiamo fare il giro d'Europa".












