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Ceccarelli e Zoccarato

Chiusura vecchia piscina. Le Lega non ci sta: perché porte chiuse al privato?

In foto: la vecchiapiscina (@newsrimini)
la vecchiapiscina (@newsrimini)
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 30 Mar 2026 11:27 ~ ultimo agg. 11:45
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Il taglio del nastro della nuova piscina comunale a Viserba non spegne le polemiche sulla ormai imminente chiusura del vecchio impianto di fianco al Flaminio. Una scelta che i consiglieri riminesi della Lega Matteo Zoccarato e Enzo Ceccarelli chiedono all'Amministrazione Comunale di spiegare con chiarezza, soprattutto in merito alla preclusione all'offerta di un privato interessato a mantenere attivo il vecchio impianto. 

"A distanza di circa quattro anni dall’approvazione del progetto per la nuova piscina comunale nel quartiere di Viserba, riteniamo doveroso tornare su una scelta rispetto alla quale avevamo posto numerosi dubbi. Uno dei nodi principali riguardava il destino della storica piscina comunale del Flaminio. Un tema che non ha mai trovato risposte chiare e che oggi, alla luce dell’inaugurazione del nuovo impianto di Viserba, si concretizza nello scenario che avevamo previsto: la chiusura della struttura esistente. Un epilogo tutt’altro che sorprendente per noi, ma profondamente preoccupante. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e sono già state denunciate dai diretti interessati: lavoratori che perderanno il proprio impiego, cittadini che perderanno un servizio fondamentale e una parte della città — in particolare le zone dal centro verso sud — che si troverà penalizzata da una viabilità che rende difficoltoso raggiungere Viserba, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso legati alle fiere".

Zoccarato e Ceccarelli aggiungono "un elemento troppo spesso sottovalutato: il valore sociale di una piscina comunale. Le alternative private esistono, ma a costi ben diversi, non accessibili a tutti. Noi continuiamo a ritenere che le due strutture possano e debbano coesistere. Ancor più alla luce del fatto che una realtà seria, affidabile e consolidata a livello nazionale si è fatta avanti, manifestando la disponibilità a farsi carico della gestione della piscina del Flaminio e degli investimenti necessari per la sua riqualificazione. Per questo chiediamo all’Amministrazione di spiegare con chiarezza le ragioni per cui tale proposta viene respinta. Una proposta che, nei fatti, azzererebbe i problemi economici e finanziari che — almeno ufficialmente — vengono indicati come il principale ostacolo al mantenimento dell’impianto. Sorprende ancora di più questa chiusura se si considera come, negli ultimi anni, il Comune abbia fatto ampio ricorso allo strumento del project financing, anche in operazioni che si sono rivelate fallimentari — dal Mercato Coperto ai campi della Gaiofana. In questo caso, invece, ci troviamo di fronte a un soggetto solido, conosciuto e con esperienza comprovata nel settore. Perché, allora, dire no?":

Concludono i due consiglieri: "Il Comune faccia chiarezza, senza ambiguità e senza scaricare altrove responsabilità che sono, evidentemente, politiche".

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