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Omicidio Paganelli, Dassilva in aula pronto a testimoniare

In foto: Dassilva scortato in aula da un agente della penitenziaria (foto Migliorini)
Dassilva scortato in aula da un agente della penitenziaria (foto Migliorini)
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 8 min
Tempo di lettura 8 min

E' il giorno di Louis Dassilva, chiamato a deporre in aula nel processo in Corte d'Assise che lo vede imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli.

Prima però è salita sul banco dei testimoni una teste della difesa, residente ad Aosta, che ha dichiarato di aver avuto una relazione di sei mesi con Davide Barzan terminata il 28 febbraio 2025 e di aver stretto un'amicizia con i fratelli Bianchi e, soprattutto con la moglie di Loris. Proprio la moglie di Loris Bianchi si sarebbe confidata con la teste, rivelandole attraverso degli audio che "la Procura avrebbe detto a Manuela di dire di aver visto Louis nel sotterraneo la mattina del ritrovamento di Pierina Paganelli. E Manuela avrebbe risposto: 'Io non lo dico perché non è vero'. In pratica, mi fu riferito dalla moglie di Loris, che era stata la Procura ad aver detto a Manuela di dichiarare di aver visto Louis nel garage di via del Ciclamino la mattina del 4 ottobre 2024, ma lei non l'aveva visto". La teste ha poi precisato di trovarsi in vacanza a Riccione con il compagno, il 16 luglio 2024, e di essersi recata n via del Ciclamino per curiosità. In quell'occasione avrebbe conosciuto Loris Bianchi e poi la moglie, Manuela Bianchi e Barzan. Il pm Daniele Paci ha chiesto alla Corte l'acquisizione della documentazione sanitaria della teste, che secondo l'accusa risulta totalmente inattendibile. La Corte ne ha disposto l'acquisizione per valutare la sua credibilità. 

Ora è il momento di Louis Dassilva, che afferma di voler testimoniare. Al suo fianco un'interprete di lingua wolof ai fini di intervenire per tradurre eventuali domande o risposte e, soprattutto, per rendere comprensibili determinati termini tecnici. Parola ora per le domande al pubblico ministero Paci.

"Ho prestato servizio come militare in Gendarmeria in Senegal per due anni, dal settembre 2011 al settembre 2012, e poi ho lavorato a Dakar per la sicurezza privata presso l'ambasciata americana. Poi sono stato sequestrato in Libia, torturato e ho combattuto per scommessa durante la detenzione con altri carcerieri. Mando sempre denaro in Senegal alla mia famiglia. Se ho mai sentito litigi in casa di Manuela? Non mi ricordo. Se le ho scritto "I tuoi familiari ti renderanno matta" è perché non era accettata. Manuela mi diceva che la figlia non la proteggeva, non la sosteneva e stava dalla parte della nonna, non dalla sua. Conosco la figlia di Manuela, Giorgia Saponi, le regalai anche un paio di orecchini a fine agosto 2023, che però Giorgia non aveva voluto tenere. Manuela mi parlò anche del rapporto padre-figlia, mi disse che il padre maltrattava Giorgia a parole. L'ultima volta che ho visto Pierina viva è stato qualche giorno prima del mio incidente, insieme alla nipote Giorgia, in garage. Mia moglie Valeria mi disse che Pierina parlava male di Manuela. Perché dissi diversamente durante il mio interrogatorio in Procura? Forse perché ero in confusione. Mia moglie mi raccontò che Pierina, parlando al telefono dal balcone con qualcuno, diceva male di Manuela". Finora sono tanti i non ricordo di Dassilva.

"Nel tardo pomeriggio del 3 ottobre mi affacciavo sul mio balcone di casa e vedevo Loris, che era da Manuela, e mi diceva di andare da loro. Così sono andato da loro. C'erano Manuela, Loris e Giorgia. Ho parlato con Loris dei pezzi di ricambio per la mia moto incidentata. Sono rimasto lì un po', ma non mi ricordo esattamente quanto. Non sapevo che Manuela il martedì sera aveva l'adunanza dei Testimoni di Geova. Quando sono uscito da casa di Manuela sono andato in garage in ascensore a prendere il cibo per i gatti e poi sono tornato nel mio appartamento. Dopo cena non sono più uscito di casa. Finito di cenare abbiamo guardato la televisione, ma non mi ricordo che cosa abbiamo visto. Forse abbiamo visto un film. Di sicuro ci siamo addormentati entrambi. Poi, quando mi sono svegliato, ho visto che anche lei dormiva e le ho detto di andare a riposare in camera, ma non ricordo l'ora. Se all'epoca ho detto alle 21, oggi non mi ricordo. Quella sera ho mandato dei messaggi vocali, ma non sono più uscito sul balcone una volta rientrato dal garage per prendere il cibo per i gatti". 

"Il 4 mattina avevo in programma di vedere Manuela a casa sua, l'aspettavo per il nostro incontro sessuale. Può essere che quella mattina ho scritto a Manuela che Valeria era andata a lavoro. La sera del 3 ottobre ero solo preoccupato per la moto, con la quale avevo avuto un incidente il giorno prima. Valeria dalla sua camera poteva accorgersi se uscivo di casa". Il pm gli contesta che all'epoca dell'interrogatorio disse il contrario, che quando Valeria dormiva non si accorgeva di nulla e quindi non poteva sapere se lui fosse uscito. 

"Ogni tanto davo a Manuela piccole cifre per aiutarla. Quando fui sentito la prima volta in Questura ero solo preoccupato che la relazione con Manuela potesse venire fuori. Con mia moglie all'inizio ho negato quando si parlava di questa cosa in tv e sui giornali".

"La mattina del 4 ottobre Valeria si è svegliata verso le 5.30 per andare a lavoro, così dal divano mi sono spostato nel letto fino a quando mi è venuta a chiamare Manuela, dopo le 8. Non ricordo, però, se ero dormivo o no. Ero vestito con mutande e canottiera. Non ricordo se ha bussato o ha suonato alla porta Manuela. Ho aperto e lei era tutta impanicata e mi ha detto che nel garage c'era una signora che sembrava che si era fatta male. E io gli ho detto: 'Arrivo'. Mi sono messo qualcosa addosso e sono uscito scalzo. Come lei è scesa io non lo so, anche se all'epoca avevo detto in ascensore. Io sono sceso in ascensore, se all'epoca dissi a piedi non lo so spiegare. Quando sono uscito dall'ascensore ho visto Manuela e Ion, che aveva la torcia del telefono acceso per vedere chi era quella donna. Ma non si capiva. Il mio cellulare l'avevo lasciato a casa". Ennesima contestazione sul punto da parte del pm. "Poi sono risalito al primo piano a controllare chi poteva essere, così ho bussato alle porte dei vari appartamenti fino al quarto piano. Poi, scendendo sempre in ascensore, sono rientrato nel mio appartamento per prendere il telefono e mettere qualcosa nei piedi".

"Al momento del riconoscimento del cadavere di Pierina eravamo io, Manuela, Ion e la signora Parise. Poi Manuela e Ion sono saliti per comunicare di nuovo con il 118. Ho toccato il collo della Piera e il polso della mano sinistra per sentire se c'era battito. Poi io e la signora Parise siamo andati a vedere se in garage c'era la sua macchina. A quel punto sono risalito passando da dentro fino al piano zero e, dopo poco, è arrivata l'ambulanza".

"La relazione con Manuela è iniziata a febbraio 2023 ed è finita ad aprile 2024. Se all'epoca dissi solo un mese ho sbagliato. La mia preoccupazione era nascondere il più possibile la relazione. Manuela inizialmente era dubbiosa del mio corteggiamento, diceva 'O tutto o niente'. Io e Manuela ci incontravamo per fare sesso anche nel luogo dove è stata uccisa Pierina Paganelli, o anche nel mio box o nel suo. Per le scale e in tanti altri posti anche lontano dal condominio. Manuela voleva scappare con me, anche senza Giorgia. La relazione con Manuela inizialmente era sessuale, poi, come persona, come uomo, io tratto tutti bene. Ma per me la nostra era una relazione di sesso, infatti avevo anche altre donne. Se non sono andato via con Manuela è perché sono innamorato di mia moglie. Avevo più relazioni extraconiugali, oltre a quella con Manuela, che si sono chiuse con il mio arresto".

Intercettazione in auto in cui Manuela dice a Louis, il 29 aprile 2024, durante il loro ultimo incontro: "Lo sai quanto ti amo?". E Dassilva le risponde: "Grande io, anche tu". Un'altra volta le dice: "Ti amo" e "Non smetterò mai di pensarti... Scappa da tutto". Dassilva sminuisce quelle frasi spiegando che nella sua cultura è normale avere più mogli, anche se ammette di avere fatto delle sciocchezze andando con altre donne.  

"Temevo che Manuela mi volesse incastrare, magari avendo prelevato del Dna dai miei vestiti, e ho continuato a vederla per tenerla calma il più possibile. Era una mia paranoia". Il pm lo incalza: "Temevi che Manuela potesse raccontare qualcosa che non aveva ancora detto? Che il 4 ottobre tu l'aspettavi nel garage?". Ma Dassilva dice che non è così.

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