Chiesto l'ergastolo per Dassilva. Il pm: Ha ucciso Pierina per non perdere tutto
La paura di perdere tutto: la moglie Valeria, l'amante Manuela e la possibilità di continuare a contribuire al mantenimento della sua famiglia africana, in particolare dei suoi due figli in Senegal. E' questo il movente che, secondo il pubblico ministero Daniele Paci, ha spinto Louis Dassilva ad eliminare colei che poteva far crollare tutto: Pierina Paganelli. Che aveva intenzione di andare fino in fondo e scoprire chi fosse l'amante della nuora. Pur di riuscirci si sarebbe rivolta, con tutta probabilità, ad un investigatore privato. Ecco che allora, secondo la ricostruzione dell'accusa, il 36enne senegalese la sera del 3 ottobre 2023, dopo aver saputo che la nipote Giorgia non avrebbe partecipato all'adunanza dei testimoni di Geova con la nonna, attese sul balcone del suo appartamento il rientro della 78enne. Poi, scese nel garage sotterraneo di via del Ciclamino senza che la moglie Valeria se ne accorgesse, perché a quell'ora stava già dormendo, e infine tese un vero e proprio agguato alla pensionata nascondendosi al buio dietro la porta tagliafuoco per poi colpirla, come ha sottolineato il pm, "con 27 coltellate allo scopo di farla soffrire, e con le restanti due, le ultime, per ucciderla".
Ad armare la mano dell'assassino, ha affermato il pm, è stato il timore di non poter più aiutare economicamente i suoi figli in Senegal. L'accusa ha messo poi in fila una lunga serie di indizi contro Dassilva, definito "un bugiardo, capace di mentire persino sulla sua data di nascita". Ben 280 i "non ricordo" pronunciati dall'imputato durante la sua testimonianza in aula. La moglie, Valeria Bartolucci, avrebbe cercato di proteggerlo fornendogli un finto alibi per la sera del delitto. Alibi che però, come ha evidenziato ancora il pm, è crollato sotto il peso delle menzogne. Confermate le quattro aggravanti precedentemente contestate, tra cui la premeditazione, che al termine di una requisitoria durata oltre sei ore hanno portato la pubblica accusa a chiedere la condanna all'ergastolo per l'imputato: "Dassilva avrebbe potuto evitare di uccidere Pierina se solo si fosse assunto le sue responsabilità da uomo, cioè se avesse lasciato la moglie per stare Manuela Bianchi. Avrebbe anche potuto decidere di troncare la sua relazione extraconiugale, ma lui della Bianchi era innamorato. Ecco che allora ha preferito scagliare 29 fendenti contro la povera Pierina". Anche al momento della richiesta di condanna, il senegalese non ha lasciato trasparire alcuna emozione, rimanendo impassibile, con lo sguardo fisso verso il basso.
Lunedì prossimo, 25 maggio, parola agli avvocati dell'imputato, Riario Fabbri e Andrea Guidi, per l'arringa difensiva. Poi, martedì 9 giugno, repliche e controrepliche e sentenza di primo grado emessa dalla Corte d'Assise di Rimini.











