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Chiesto 1 centesimo a pensionato. Romano rimosso da direzione INPS

di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Emilio Casali è il pensionato 84enne di Riccione che aveva ricevuto un raccomandata per restituire un centesimo percepito in eccesso tra il 1996 e il 2000.
La decisione dell’istituto è stata diffusa ieri nel tardo pomeriggio tramite una nota dell’ente in cui si legge che sulla vicenda “l’Inps ha avviato una indagine amministrativa interna per evitare che simili incresciosi episodi possano tornare a ripetersi”.

Inoltre “è stata individuata la responsabilità dell’operatore, che verrà sanzionata, e del mancato controllo da parte del direttore della sede Inps di competenza che è stato rimosso e destinato ad altro incarico”.
Oltre a scusarsi con Casali “per il disagio provocato”, l’Inps ha ricordato che esiste da anni una procedura che impedisce il recupero di “indebiti irrisori sotto la soglia di 12 euro”. Le scuse al pensionato erano arrivate in precedenza anche dallo stesso dirigente della sede romagnola, che aveva precisato che Casali non doveva tenere conto della comunicazione, né fare alcun pagamento: “Ho già disposto – aveva detto – l’annullamento della lettera inviata e l’indebito è da considerare a tutti gli effetti estinto”, spiegando che l’indebito era stato notificato invece che annullato “per una svista”.

E, per contestualizzare la posizione, aveva fatto notare che “la sola sede di Rimini gestisce mensilmente oltre 9.000 indebiti in corso di recupero e che entro fine anno saranno lavorate circa 4.500 posizioni”.
Ma né chiarimento, né scuse, evidentemente, sono state ritenute sufficienti dall’istituto, a fronte del disagio provocato al cittadino. Il quale, quando aveva ricevuto il ‘conto’ dell’Inps (era indicata anche la possibilità di saldare ‘a rate’), era rimasto sbalordito: “Non volevo credere ai miei occhi – aveva raccontato all’Ansa – non riuscivo a capire, mi sembrava assurdo. Per un attimo ho pensato che ci fosse dietro dell’ altro”.

Il figlio Claudio Casali è stato ospite questa mattina della trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro – Icaro Tv): “Mi aspettavo che questa vicenda suscitasse interesse a livello locale – premette – ma questo clamore nazionale è inaspettato”.
“A livello umano mi dispiace per il direttore di Rimini, non ho nessun rancore”. L’amarezza è casomai per avere avuto prova dell’assurdità a cui può arrivare la burocrazia, capace di mettere in moto una pratica dal costo di 233 euro per chiedere un centesimo: “Una macchina infernale, dispendiosa, e alla fine è chiaro che paghiamo noi perché comunque tutto questo ricade su noi cittadini”.
In famiglia terranno come ricordo la lettera dell’Inps: “Speriamo non ne arrivino altre”.
Nessuna dichiarazione invece dall’ormai ex direttore Romano, interpellato dalla nostra redazione.

foto ansa

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