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Caso Tourquoise. Gli architetti denunciano: mancano le regole

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Gio 29 Mag 2003 11:51 ~ ultimo agg. 10 Mag 05:42
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Per gli architetti, la questione centrale è la mancanza di “un quadro di pianificazione comunale, nel quale siano definiti usi e funzioni ammissibili, indirizzi e prescrizioni per impianti e strutture nel rispetto e valorizzazione della risorsa paesistica”. Una mancanza che, si legge nella lettera, costituisce “un indubbio fattore d’incertezza nella programmazione degli interventi pubblici e privati e nell’operato della pubblica amministrazione”.
In particolare, ricorda l’Ordine degli Architetti, “non è mai stato redatto e approvato il piano dell’arenile, previsto dal Piano Territoriale Paesistico Regionale e dal PRG vigente e, risulta non attuato quanto previsto dall’art. 24 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale sul riordino della spiaggia”.

Di seguito il testo integrale della lettera:

“La riqualificazione dell’arenile riveste un aspetto strategico nelle più generali politiche di riassetto urbano ed ambientale della metropoli di costa, in particolare in relazione alle dinamiche del sistema turistico e della capacità delle forze socio-economiche locali di competere con l’offerta turistica globalizzata.
Lo sforzo che le articolazioni della società riminese (amministrazioni pubbliche, mondo imprenditoriale, associazioni di categoria e di interessi diffusi) possono e devono compiere a riguardo, non può però prescindere da un preciso quadro di regole che si è faticosamente e consapevolmente costituito fino ad oggi, che deve essere ancora concluso con la pianificazione di livello comunale e, sorretto da valutazioni sulla sostenibilità del modello ambientale, economico e sociale che si prevede per il futuro.
Le coste e gli arenili, sebbene costituiscano una parte importante delle risorse ambientali del nostro territorio ed uno dei fattori primari di valorizzazione economica, sono tuttora privi di un quadro unitario di previsioni. Non è mai stato redatto e approvato il piano dell’arenile, previsto dal Piano Territoriale Paesistico Regionale e dal PRG vigente e, risulta non attuato quanto previsto dall’art. 24 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, secondo il quale il riordino e la riqualificazione dei servizi e delle strutture di spiaggia deve essere normato dagli strumenti urbanistici strutturali, operativi ed attuativi mediante l’accorpamento dei manufatti esistenti, il loro distanziamento dalla battigia, la riduzione della superficie attualmente coperta di almeno il 10% e, nel rispetto della riconoscibilità dei caratteri distintivi locali e della visuale libera della battigia e del mare.

In questo contesto, il travagliato provvedimento di autorizzazione comunale di un noto progetto di riorganizzazione di un impianto balneare, induce a considerazioni di metodo sul governo delle trasformazioni della fascia turistica e, sul doveroso e condivisibile ruolo della Soprintendenza per i beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna, a cui compete istituzionalmente la tutela delle coste e degli arenili, soprattutto in assenza di una chiara pianificazione e programmazione dell’assetto complessivo di tali beni ambientali.
La mancanza di un quadro di pianificazione comunale, nel quale siano definiti usi e funzioni ammissibili, indirizzi e prescrizioni per impianti e strutture nel rispetto e valorizzazione della risorsa paesistica, costituisce un indubbio fattore d’incertezza nella programmazione degli interventi pubblici e privati e nell’operato della pubblica amministrazione.
Al contrario, la presenza di un quadro di regole conseguente all’aggiornamento degli strumenti urbanistici, potrebbe portare alla promozione di interventi e di procedure, ivi compresi i concorsi di idee e di progettazione, capaci di attivare competenze e contributi rilevanti per la riqualificazione turistica, nonché all’opportunità di attuare le linee di indirizzo espresse nella carta di Rimini sul turismo sostenibile del 2001, ponendo maggiore attenzione ai fattori qualitativi della vacanza e alla riscoperta delle valenze paesaggistiche della costa.”

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