Casa occupata. La famiglia Banushi fa marcia indietro
A comunicarlo è l’Acer che da subito aveva denunciato il gesto della famiglia e aveva cercato di dissuaderli dal proseguire visti anche i rischi. L’Acer ricorda in una nota che il signor Banushi ha un lavoro regolare e che in famiglia ci sono la figlia maggiorenne e la moglie che possono dare supporto al reddito. Intanto si stanno acquisendo anche elementi nei confronti di una persona esterna al nucleo famigliare che avrebbe svolto il ruolo di “suggeritrice”. Non si escludono denunce da parte dell’Acer che conferma la propria linea di rigore e di rispetto delle graduatorie nell’assegnazione degli alloggi. “La famiglia Banushi – recita la nota – potrà comunque essere seguita con le normali misure previste, specialmente per quanto riguarda i minori (due figli ed un nipote di sette mesi)”.
La nota dell’Acer
Si è conclusa per il meglio la situazione del signor Bardhi Banushi e della sua famiglia. Il nucleo famigliare, il pomeriggio di ieri, ha sgombrato i locali dell’ACER che aveva abusivamente occupato un paio di giorni fa in via della Lama (Torre Pedrera) ed ha fatto rientro nell’abitazione in via Coletti dove risiede in affitto, ed il cui contratto è valido fino al giugno 2013.
La politica di persuasione, accompagnata al rigore e alla fermezza, dei vertici di ACER e del Comune di Rimini ha dunque sortito l’effetto migliore. La famiglia stessa si è resa conto dei rischi concreti che stava correndo con il suo atto clamoroso e fuori dalle regole.
Si fa presente che il signor Banushi ha un lavoro regolare che all’interno della famiglia vi sono la figlia maggiorenne e la moglie che possono dare supporto al reddito del nucleo. La famiglia potrà comunque essere seguita con le normali misure previste, specialmente per quanto riguarda i minori.
Non sono, e non saranno invece accettati, da ACER, atti di forza e di prepotenza come l’occupazione abusiva di alloggi. Su questo punto si ribadisce che la linea del rispetto della legge e della fermezza sarà mantenuta nei confronti di chiunque, si tratti di cittadini migranti o italiani. ACER conduce un lavoro costante per reperire il maggior numero di alloggi per far fronte al disagio abitativo di Rimini, ma tali alloggi sono e saranno utilizzati secondo graduatorie e criteri ben precisi, cui tutti si devono attenere, aspettando il proprio turno. E questo episodio può essere da monito in tal senso.
ACER, infine, sta acquisendo elementi per chiarire la posizione di una persona esterna al nucleo famigliare che ha svolto il ruolo di “suggeritrice”, inducendo la famiglia a commettere il reato, e nei confronti della quale l’Agenzia si riserva di adire, se vi saranno i presupposti, le vie legali.












