Casa Circondariale. Pari (Lega): no a riduzioni del servizio infermieristico
“Tra pochi giorni, alla Casa circondariale di Rimini, anche il servizio infermieristico subirà una decurtazione dell’orario. Dopo la riduzione, avvenuta circa tre anni fa, della presenza medica dalle 8 alle 20, ora si prospetta un’ulteriore contrazione dell’assistenza sanitaria, con gli infermieri presenti probabilmente solo fino alle 20.30. È una scelta che rischia di aggravare una situazione già molto fragile e che pone un tema serio di dignità, sicurezza e tutela della salute dentro il carcere”.
A dirlo è Andrea Pari, consigliere comunale della Lega a Rimini, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla condizione sanitaria della Casa circondariale riminese.
“In tutta l’Emilia-Romagna gli unici istituti detentivi che non dispongono di assistenza sanitaria infermieristica H24 risultano essere Rimini, Ravenna e Castelfranco Emilia. Ma il confronto va letto con attenzione: Castelfranco è una casa di reclusione a custodia attenuata, con circa un centinaio di detenuti selezionati; Ravenna, che pur merita attenzione, è una piccola casa circondariale con circa novanta detenuti. Rimini, invece, presenta una situazione diversa e non può essere trattata come se il problema fosse marginale”, sottolinea Pari
Pari ricorda che fino a pochi anni fa a Rimini il servizio infermieristico era garantito dalle 7 alle 22 e quello medico dalle 8 alle 22. “Poi il servizio medico è stato ridotto fino alle 20. Questo ha già creato una criticità evidente, perché i nuovi detenuti possono essere inviati alla Casa circondariale fino alle 22. Significa che, nella fascia tra le 20 e le 22, può mancare una valutazione medica adeguata delle condizioni di chi entra in carcere. E questo è particolarmente grave se pensiamo alla valutazione del rischio suicidario, perché è noto che la prima notte di detenzione rappresenta uno dei momenti più delicati e più esposti”.
Per il consigliere comunale, la riduzione dell’orario infermieristico rischia ora di lasciare scoperta proprio una fascia oraria cruciale. “Non stiamo parlando di un servizio accessorio, ma di un presidio minimo di umanità e sicurezza sanitaria. In carcere la salute non può essere considerata un tema secondario. Lo Stato e le istituzioni hanno il dovere di garantire condizioni di detenzione dignitose e una presa in carico sanitaria reale, soprattutto nei momenti più critici”.
Da qui la richiesta: “Chiedo che tutte le istituzioni si facciano carico di questa situazione. A partire dal Consiglio comunale e dalla Giunta di Rimini, che negli ultimi anni hanno mostrato una crescente consapevolezza sul tema della dignità della reclusione carceraria, fino alla Regione Emilia-Romagna, che attraverso il servizio sanitario regionale ha una responsabilità diretta nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari”.
“L’obiettivo immediato - conclude Pari - deve essere chiaro: Ausl Romagna ripristini almeno il servizio medico e infermieristico fino alle 22, cioè fino all’orario limite di ingresso dei nuovi reclusi nella Casa circondariale. Sarebbe il minimo indispensabile per garantire condizioni sanitarie umane. Poi bisogna lavorare progressivamente per arrivare anche a Rimini e Ravenna a un servizio H24, come già avviene nella quasi totalità degli istituti detentivi dell’Emilia-Romagna. Tagliare ancora significa andare nella direzione opposta a quella della dignità, della prevenzione e della sicurezza”.











