Carim. Gnassi e Vitali: fiducia piccoli azionisti va ripagata con cambiamento
Niente, dicono i due amministratori, potrà tornare come prima, a quegli “anni di incontrollati voli in cieli finanziari che non erano nostri”. La chiave dovrà essere la riminesità della banca, per la quale si spenderanno nei prossimi mesi Comune e Provincia. A Pasquinelli, un ringraziamento per il ruolo svolto nel delicato periodo del commissariamento e un nuovo attestato di fiducia.
La nota congiunta di Vitali e Gnassi:
“Quello che si è consumato ieri sotto le volte del Palazzo dei Congressi di Rimini, segna un momento topico nella lunga vicenda del principale istituto bancario riminese e, molto probabilmente, dà il senso di una nuova storia che si vuole cominciare da subito nel rapporto tra economia e comunità di riferimento.
Se l’approvazione pressoché all’unanimità dell’aumento di capitale chiude con la migliore delle soluzioni la grave crisi Carim apertasi nel settembre 2010, il modo in cui questa è arrivata apre davvero una stagione inaggirabile nel nome di una trasparenza e di un cambiamento richiesti, invocati, urlati, pretesi a gran voce con la forza del giusto.
Il senso di responsabilità e l’attaccamento alle sorti del territorio, dimostrate dal tessuto economico e dai cosiddetti piccoli azionisti nel sostenere il grande, rimarchevole sforzo fatto dal management in 15 mesi davvero ‘in trincea’, non è infatti una cambiale in bianco ma una fiducia condizionata a un cambio di passo e di approccio. Basta con le chiusure, basta con l’opacità, basta con gli accordi presi nelle stanze di pochi; quello che con ragione viene chiesto ormai da anni alla politica, è ora rivolto all’istituto creditizio con le stesse parole, il medesimo vigore e in più un’enorme dose di orgoglioso attaccamento al proprio territorio. Per questo sarà impossibile che tutto torni come nella stagione precedente; qui non si tratta più di un gioco delle parti o di un minuetto per ottenere uno strapuntino, il protagonista nuovo è Rimini che impone di spalancare quelle finestre che, serrate, hanno prodotto un clima irrespirabile e pericoloso. Quanto di più lontano insomma dal ‘tutto è bene quel che finisce bene’.
Crediamo che il Presidente Pasquinelli- che ha dimostrato una pazienza e una capacità relazionale altissime nella fase più turbolenta della vicenda Carim, riuscendo a ricondurre nel porto di casa una barca che pareva destinata ad altri lidi- coglierà pienamente questa richiesta che viene dal tessuto economico e dalle migliaia di azionisti. Del resto, l’impegno e il sacrificio di questi- in primis economico- sostiene la sottoscrizione di un nuovo patto, fondato su un più rigoroso collegamento tra banca e territorio inteso come espressione collettiva e non di (piccola) parte, su una netta trasparenza incardinata su una rappresentanza più aperta. La chiave è stata senza dubbio quella di far leva sulla ‘riminesità’ della banca, che si sta traendo a riva proprio in virtù di un sano, vero, solido localismo. Sembra quasi che la salvezza sia nel ritorno a terra e nella terra, dopo anni di incontrollati voli in cieli finanziari che non erano nostri. Questo capitale- finanziario e etico- va adesso restituito, a cominciare dal problema dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese riminesi. Un tessuto che non pretende niente di più di quello che dà, che non ambisce alla speculazione ma semmai a tenere botta e continuare a garantire sviluppo nei durissimi anni della crisi. E’ un tema che la ‘nuova’ Carim, alla luce di quanto accaduto ieri e nei mesi precedenti, deve assumere come priorità. Così come improcrastinabile è dare ruolo e voce a chi finora ne ha scarsamente avuto, vale a dire i piccoli azionisti , veri vincitori ieri e nipoti affettuosi di una zia Carim alla quale si chiedono di cambiare le abitudini per affrontare il futuro con un briciolo di speranza in più.
Come Comune e Provincia di Rimini, sulla scorta di quanto portato avanti negli ultimi mesi in Fondazione, ci spenderemo nei prossimi mesi per una Cassa di Risparmio forte perché radicata, credibile perché trasparente, motivata perché rappresentata. Daremo tutto il nostro supporto al presidente Pasquinelli affinché il lavoro fatto sin qui non resti un’incompiuta o si ritorni a una restaurazione inaccettabile per un istituto bancario che, da ieri ancora di più, ha la sua chiara e indiscutibile ragione ‘sociale’ nel radicamento alle sorti collettive dell’area riminese”.
La nota di Emma Petitti, Segretario provinciale del Partito Democratico
“La fiducia che il territorio riminese ripone nella Cassa di Risparmio di Rimini è stata ufficialmente sancita ieri dal voto dell’assemblea dei soci a favore dell’aumento di capitale. Una fiducia dimostrata dai cittadini, dalle associazioni e dal mondo economico, e che ora esige di essere ricambiata. Per l’istituto di credito in cui si identifica da sempre la città di Rimini è il momento di voltare pagina. E’ il momento di tornare dalla finanza all’economia, nel senso etimologico del termine: la “amministrazione della casa”. Di riportare lo sguardo sul territorio. Di avviare un vero rinnovamento le cui parole chiave siano trasparenza e rappresentanza.
Gli azionisti, grandi e piccoli, vogliono poter tornare ad essere orgogliosi di essere parte di Banca Carim. Per questo serve una classe dirigente esperta e competente, in grado di condurre l’istituto di credito nella nuova fase e soprattutto di dare le risposte che il territorio attende da tempo. Penso alla partecipazione, penso alla sete di liquidità delle imprese.
Il presidente della Fondazione Carim, Massimo Pasquinelli, ha accompagnato l’istituto nel superamento del suo momento storico più difficile e sa che per il futuro serve un patto nuovo con i soci e con il tessuto economico. Più che mai in una fase di crisi come quella attuale, Carim deve tornare ad essere la banca del e per il territorio. Un istituto che sia un modello, che diventi un esempio non solo per la città, ma per tutto il Paese, di come il sistema bancario non sia speculazione e potere, ma sostegno concreto dell’economia e delle famiglie”.












