Cade l’accusa di violenza e sequestro: assolto con formula piena un 49enne
Si è chiuso con la formula più ampia, l'assoluzione perché il fatto non sussiste, il processo a carico di un uomo di 49 anni residente nel Riminese. L’uomo era finito alla sbarra con accuse pesantissime: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona ai danni dell’ex moglie. Tuttavia, l’esito del dibattimento ha completamente scagionato l’imputato, restituendo una ricostruzione della dinamica familiare radicalmente diversa da quella inizialmente prospettata dall'accusa.
Il procedimento giudiziario ha tratto origine dalle denunce presentate dall’ex coniuge. La donna aveva descritto un clima di continue vessazioni, parlando di un rapporto segnato da violenze fisiche e psicologiche protratte nel tempo. Tra i capi d’imputazione più gravi figurava un episodio risalente al dicembre 2023. Secondo il racconto della donna, l’ex marito l’avrebbe chiusa in casa e aggredita, costringendola a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà. Nel corso del processo, però, le avvocate della difesa, Giovanna Ollà e Silvia Andruccioli, hanno presentato prove e testimonianze volte a smentire punto per punto le dichiarazioni della persona offesa. Fondamentali sono state le deposizioni raccolte in aula, comprese quelle dei figli della coppia. Secondo quanto emerso dai racconti dei testimoni, il contesto familiare sarebbe stato opposto a quello denunciato: sarebbe stata la donna ad assumere in diverse occasioni comportamenti aggressivi, anche sul piano fisico, nei confronti del marito. Quest'ultimo, stando alla tesi difensiva, avrebbe subito tali atteggiamenti senza mai reagire violentemente.
Un elemento chiave che ha pesato sulla credibilità dell'accusa riguarda una condanna definitiva subita dalla donna stessa nel 2024. Mentre quest'ultima sosteneva di essere stata segregata in casa dall'ex marito, è emerso che era stata condannata a un anno di reclusione proprio per violazione di domicilio. Inoltre, nel corso del procedimento, la donna aveva scelto di rimettere la costituzione di parte civile, una decisione maturata in seguito a un accordo raggiunto tra i due ex coniugi nell'ambito della loro separazione.
Con la decisione del Collegio, che ha sposato la tesi della difesa assolvendo l'imputato poiché il fatto non sussiste, cala definitivamente il sipario su una vicenda giudiziaria quanto mai complessa.










