Falsi green pass per sfuggire al vaccino, medico patteggia 4 anni e mezzo
Per ottenere un falso green pass bisognava sborsare 250 euro, ma la tariffa per gli "amici" era più che dimezzata. I carabinieri dei Nas di Bologna, coordinati dalla Procura della Repubblica di Rimini, arrestarono nell'aprile del 2022 un medico di famiglia e odontoiatra di 59 anni, iscritto all’ordine dei medici di Bologna, che esercitava a Cattolica e vive a Rimini. Contestati i reati di corruzione e falso ideologico in atto pubblico. Il professionista, che nel frattempo ha risarcito l'Ausl Romagna per danno d'immagine con 30mila euro, ottenendo in cambio la revoca della costituzione di parte civile, ha patteggiato una pena di 4 anni e 6 mesi. Come lui anche altri 59 imputati hanno scelto la via dei patteggiamenti, con pene che vanno un anno e 10 mesi ad un massimo di 2 anni, oltre ai singoli risarcimenti nei confronti dell'Ausl - rappresentata dall'avvocato Alessandro Sarti - che ha così ottenuto altri 32mila euro. Dieci i soggetti che hanno scelto il rito abbreviato, con singole condanne emesse dalla gup Raffaella Ceccarelli che dall'anno e due mesi arrivano all'anno e sei mesi. Ci sono stati anche due proscioglimenti (uno avvenuto per decesso) e un rinvio a giudizio. Infine ad uno degli imputati sono stati concessi i lavori di pubblica utilità.
Secondo l'attività investigativa, il medico convenzionato con l’Ausl Romagna si sarebbe avvalso dell’intermediazione di due persone di fiducia, un riccionese e la compagna di quest’ultimo di Fano, che avevano il preciso compito di procacciare potenziali clienti in cerca della certificazione verde. I dati delle persone che hanno ricevuto la falsa attestazione venivano poi inseriti dal medico di base nella piattaforma informativa vaccinale regionale. A lui si sono rivolti non solo alcuni dei suoi pazienti, ma anche sanitari inizialmente sospesi perché non vaccinati e cittadini qualunque provenienti da fuori regione. A tal proposito su 224 dosi di vaccino, ben 107 sarebbero state quelle (falsamente) somministrate a persone non residenti nei comuni di Cattolica e San Giovanni in Marignano. Una circostanza anomala che aveva spinto l’Ausl Romagna ad attivare un’indagine interna. Tra le persone che all'epoca dei fatti ricevettero le misure interdittive del divieto di esercizio della professione, figuravano anche un farmacista e una farmacista di Rimini, un ortottista di Rimini, una ginecologa, una psicologa e un fisioterapista di Faenza, e un altro fisioterapista di Napoli. Tra gli avvocati che hanno assistito alcuni dei soggetti coinvolti nell'inchiesta, figurano Luca Greco, Tiziana Casali, Giovanna Ollà e Sergio De Sio.










