Buzzi. Sindacati approvano accordo e accusano Amministrazione
L’accordo, che soddisfa i sindacati, prevede cassa integrazione e incentivi per tutti i dipendenti in base all’età. L’azienda, inoltre, ricollocherà in altre sedi 27 addetti.
Intanto, prosegue però la polemica tra sindacati e il sindaco Mauro Vannoni, amareggiato per il mancato coinvolgimento degli enti locali nel tentativo di salvare l’azienda.
In una nota FILLEA CGIL e FILCA CISL di Rimini spiegano che l’intervento del primo cittadino stupisce, dal momento che proprio l’Amministrazione locale, non autorizzando gli interventi che sarebbero stati necessari per investire, mentre contestualmente l’urbanizzazione stringeva il cementificio, ha contribuito alla sua fine. I sindacati inoltre chiedono un impegno all’amministrazione, perchè la destinazione d’uso dell’area resti un sito produttivo.
Il comunicato stampa:
Di fronte alla decisione irrevocabile dell’azienda di chiudere lo stabilimento Buzzi Unicem, la trattativa intercorsa in queste settimane è stata tesa, per il sindacato, a porre in campo e ad utilizzare tutte le garanzie messe a disposizione da leggi e contratti: ammortizzatori, incentivi e impegni di vario ordine, per rendere meno drammatica possibile la perdita del posto di lavoro ai 64 dipendenti della storica fabbrica di Santarcangelo. L’accordo raggiunto, che il sindacato e la RSU giudicano positivamente e che verrà sottoposto al giudizio dei lavoratori la prossima settimana, prevede per il primo anno la cassa integrazione per tutti (mille euro al mese) e incentivi fino a 35 mila euro per chi ha meno di 40 anni, 37 mila per chi ha più di 40 anni e 45 mila per chi ha già compiuto i 50 anni. Successivamente è prevista la mobilità che varierà da 1 a 3 anni a seconda dell’età dei lavoratori. Inoltre l’azienda si è impegnata a ricollocare in altri stabilimenti del gruppo o in altre aziende di settore 27 lavoratori.
Sottoscritto l’accordo, stupisce l’intervento dell’ultima ora del sindaco della città Mauro Vannoni, il quale è intervenuto pubblicamente per sostenere che esistevano le condizioni perché lo stabilimento non chiudesse, senza però spiegare come, o farsi promotore di iniziative perché a queste parole venisse dato un senso concreto. Il Sindaco dimentica che i cementifici per vivere hanno bisogno di investimenti e nel momento in cui l’Amministrazione locale non li ha autorizzati, è da li che si è decretato l’inizio della fine. Fine inevitabile proprio per le ragioni strutturali legate alla lontananza della cava, al non aver autorizzato un investimento nel sylos ricezione clinker ed alla contestuale urbanizzazione avvenuta a ridosso dello stesso cementificio. Gioverebbe a chi ha responsabilità di governo di un territorio mantenere una visione globale e di lungo periodo specialmente quando si fanno scelte strategiche (viabilità e piani regolatori). Detto questo, chiediamo all’Amministrazione Comunale che mantenga ciò che ha dichiarato al tavolo e cioè che la destinazione d’uso dell’area resti un sito produttivo, e si adoperi, insieme alle parti sociali, compreso il sistema delle imprese, per far sì che per i lavoratori che non troveranno collocazione nelle imprese del gruppo, vi siano percorsi di rioccupazione nelle aziende del territorio. Per quanto invece concerne le tutele, in questa fase di recessione economica e produttiva auspichiamo che la contrattazione territoriale sul Bilancio di previsione del Comune tenga al centro il tema dello stato sociale a sostegno dei redditi delle fasce più deboli della popolazione, in primo luogo lavoratori cassintegrati, disoccupati e precari.
FILLEA CGIL – FILCA CISL Rimini
Rimini 4 dicembre 2008












