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il caso del 'cas'

Borgo Marina e problemi di sicurezza. Renzi (FdI) interroga in Consiglio

In foto: Renzi in Consiglio
Renzi in Consiglio
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 23 Giu 2023 11:55 ~ ultimo agg. 6 Giu 12:53
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Due appartamenti di Borgo Marina a Rimini di una cooperativa trasformati in centro di accoglienza straordinaria per una ventina di immigrati africani? A sollevare il caso in consiglio comunale è il capogruppo di Fratelli d’Italia Gioenzo Renzi, tornando anche a chiedere il trasferimento della moschea, ubicata in un immobile a uso ufficio, e caldeggiando la chiusura del distributore automatico di cibi e bevande aperto 24 ore, “punto di riferimento di spacciatori e irregolari”. Borgo Marina, lamenta, è diventato un “ghetto afroasiatico“.

“Non so se l’immobile sia un centro di accoglienza. Se il consigliere fa riferimento a quelli della Prefettura non abbiamo informazioni e occorre fare una verifica”, replica l’assessore alle Politiche per la sicurezza Juri Magrini. Mentre “se è stato affittato si tratta di un contratto tra privati”, aggiunge. Dunque, prosegue nelle risposte agli interrogativi di Renzi, anche “l’incompatibilità sulla destinazione d’uso va verificata”. E pure sui negozi ad altissima percentuale asiatica e sul distributore si tratta di “normali compravendite tra privati ed è complicato intervenire”, di certo, sottolinea, “se quella zona ha una forte presenza di immigrati e stranieri la responsabilità non è dell’amministrazione ma delle scelte dei proprietari. E sulla sicurezza la città ‘paga’ queste scelte”. In arrivo ci sono comunque nuove telecamere di videosorveglianza.

Il percorso di legalità deve essere “netto”, gli fa eco il collega alla Protezione sociale Kristian Ginafreda. A Borgo Marina ci sono “situazioni serie, ma la presenza degli immigrati non è negativa ipso facto”, continua annunciando l’impegno a incontrare la comunità islamica per discutere dei disservizi legati alla moschea e di illegalità per “favorire la legalità nella zona”. Ma Renzi non ci sta, “i privati- ribatte- non possono pensare di lasciare spazio ad attività in contrasto con l’ordine pubblico”. Aprire un cas a Borgo Marina, in un contesto dove gli italiani sono in minoranza, è “un problema di sicurezza”. Forze dell’ordine non se ne vedono, conclude, “vengano a constatare cosa succede, soprattutto di notte”.

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