Biodigestore. Hera replica: incidente non richiedeva avviso immediato
a rigor di norma il blocco della torcia non comportava, spiega a l’Azienda, la comunicazione entro 24 ore che invece sarebbe stata necessario im caso di conseguenze ambientali. E c’è anche una frecciata alla Provincia: se davvero ha inoltrato diffida, è grave apprenderlo dai giornali.
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La replica di Hera:
Ad oggi non è stato notificato alcun provvedimento ad Herambiente. Qualora nei prossimi giorni lo stesso dovesse essere notificato, l’Azienda giudica oltremodo grave trovarsi ad apprendere preventivamente dai giornali la notizia di un provvedimento emesso da un’Istituzione di controllo.
– Rispetto al merito della vicenda, Hera conferma di non avere effettuato nessuna comunicazione alla Provincia entro le 24 ore, in quanto l’anomalia operativa occorsa, giova ricordarlo, si è limitata all’entrata in funzione di un allarme per effetto del blocco della torcia, mentre la prescrizione di AIA impone l’obbligo della comunicazione in caso di “incidenti di interesse ambientale che abbiano effetti all’esterno dello stabilimento”. Ciononostante, in considerazione dell’intervento della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco allertati da alcuni residenti, il giorno 5 marzo la Provincia è stata contattata telefonicamente per informarla della reale situazione. Quindi, quanto accaduto non solo non ha comportato alcuna fuoriuscita di gas e nessun pericolo per la popolazione, ma è da ritenersi del tutto normale nella fase di collaudo, tuttora in corso, di un impianto di questo tipo.
– In ogni caso, in data 11 marzo Herambiente ha fatto pervenire alla stessa Provincia una dettagliata nota tecnica sull’accaduto, dopo aver effettuato approfonditi accertamenti, nella quale si descrive con dovizia di particolari ed informazioni la completa linearità dell’evento. Altra relazioni su quanto accaduto ci risulta sia stata trasmessa da ARPA allo stesso Ente.
– In ragione di quanto sopra, nel caso di effettiva notifica del provvedimento nei prossimi giorni, Herambiente presenterà certamente ricorso al TAR per aver riconosciuta la correttezza, anche formale, del proprio operato.












