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Biodigestore. Hera chiarisce su incidente. Finito collaudo, porte aperte a tutti

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 15 Mar 2013 11:30 ~ ultimo agg. 16 Mag 11:23
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Il blocco, avvenuto alle 20,43, è stato dovuto probabilmente all’occlusione di una tubazione a causa di un eccesso di condense. Alle 22,28 la torcia ha ripreso il suo normale funzionamento. Hera spigea anche come le verifiche abbiano escluso emissioni odorigene o fuoriuscite di biogas. Affermazioni confermate sia dai dati del sistema di controllo (una sorta di scatola nera dell’impianto) che dalla simulazione di un altro blocco. La multiutility ricorda che l’impianto è nella fase di avviamento/collaudo che serve proprio per testare e risolvere tutti gli inconvenienti. Terminata questa fase le porte della struttura saranno aperte a tutti i cittadini che potranno verificarne la sicurezza in prima persona.

La nota stampa di Hera

A distanza di alcuni giorni dall’anomalia operativa che ha interessato la sera del 4 marzo il biodigestore di Cà Baldacci, grazie alle verifiche effettuate in collaborazione anche con le autorità di controllo preposte, è possibile fornire una ricostruzione precisa dell’accaduto, a integrazione di quanto già tempestivamente comunicato il giorno 5 marzo.

Anomalia solo nella torcia dell’impianto
Dagli approfondimenti effettuati e dai dati analizzati, già a disposizione delle autorità inquirenti e di controllo, risulta evidente che l’anomalia ha riguardato esclusivamente il blocco della torcia che solitamente brucia gas secondari di scarto o biogas in eccesso. Il blocco, avvenuto alle 20,43, è stato dovuto probabilmente all’occlusione di una tubazione a causa di un eccesso di condense. Alle ore 22,28, al termine dei controlli del caso, la torcia ha ripreso il suo normale funzionamento.

Verificata la totale assenza di emissioni odorigene e di biogas
Tutte le verifiche effettuate nei giorni successivi all’anomalia, sia da parte dell’azienda che degli enti di controllo intervenuti a seguito della chiamata di alcuni residenti, hanno confermato quanto immediatamente comunicato da Hera il 5 marzo scorso. Vale a dire la totale assenza, a seguito dell’anomalia, di emissioni odorigene o fuoriuscite di biogas. Tali verifiche, oltre all’analisi dei dati del sistema di controllo (una sorta di scatola nera dell’impianto), hanno contemplato anche la simulazione di un altro blocco della torcia, per verificare se in un’altra situazione simile si fossero registrate eventuali fuoriuscite, che invece non sono avvenute.

L’impianto sarà presto aperto ai cittadini
E’ opportuno ricordare che l’impianto è attualmente in fase di avviamento/collaudo. Fase che, in tutti gli impianti industriali ad elevata tecnologia, ha proprio lo scopo di testare e risolvere tutti gli inconvenienti tecnico-gestionali connessi al suo funzionamento, con l’obiettivo di consegnare al territorio una struttura completamente affidabile ed efficiente.
Sarà cura di Hera, una volta terminata questa fase, nel giro di alcuni mesi, aprire le porte dell’impianto a tutti i cittadini affinché sia possibile toccare con mano sicurezza e prestazioni di un biodigestore che, vale la pena ricordarlo, grazie ai rifiuti organici produrrà in modo completamente rinnovabile il 5% dell’energia elettrica consumata dai cittadini di Rimini.

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