Balneari, Petitti: "Il Governo è in grave ritardo"
«Sul riordino delle concessioni balneari il Governo continua a rincorrere gli eventi invece di governarli. Il bando tipo arriva con un ritardo grave e, per di più, non è ancora definitivo. Lunedì 13 luglio il Ministero delle Infrastrutture lo presenterà agli stakeholder, ma non saremo ancora all'atto finale del percorso. Così si scaricano sui Comuni responsabilità che spettano allo Stato». È quanto afferma Emma Petitti, vicesegretaria regionale del Partito Democratico e consigliera regionale dell'Emilia-Romagna.
«Le amministrazioni comunali – prosegue Petitti – non possono restare ferme in attesa che il Governo chiarisca definitivamente le proprie scelte. Le concessioni sono scadute e le gare dovranno comunque essere bandite entro il 2027, facendo riferimento alle sentenze nazionali ed europee e alle esperienze dei Comuni che hanno già avviato questo percorso. Non c'è più tempo da perdere».
Secondo Petitti, la bozza predisposta dal Ministero delle Infrastrutture presenta però elementi che rischiano di esporre nuovamente l'Italia a una procedura d'infrazione europea.
«Se il bando dovesse contenere criteri che introducono vantaggi impropri per i concessionari uscenti, il rischio di una nuova contestazione da parte della Commissione europea sarebbe concreto. E a pagare il prezzo di nuovi contenziosi e di eventuali sanzioni sarebbero ancora una volta i cittadini italiani. Sarebbe un paradosso: chiudere una procedura d'infrazione aprendone immediatamente un'altra».
La consigliera regionale sottolinea invece gli aspetti positivi della riforma. «È condivisibile che vengano valorizzati gli investimenti nella sostenibilità ambientale, nell'efficientamento energetico, nell'accessibilità e nella riqualificazione degli stabilimenti. Così come è giusto tutelare il personale e garantire la continuità occupazionale. Sono principi che qualificano il settore e guardano al futuro».
Più netta la posizione sui criteri premiali per gli attuali concessionari: «Una cosa è riconoscere gli investimenti realmente effettuati e non ancora ammortizzati; altra cosa è costruire meccanismi che finiscono per privilegiare chi già gestisce la concessione, limitando la concorrenza. Le gare devono essere aperte, trasparenti e realmente competitive, nel rispetto delle sentenze e delle regole europee. Solo così si garantisce certezza giuridica e si evita di ricadere nell'ennesimo contenzioso».
Petitti conclude: «Il settore balneare non può vivere nell'incertezza permanente. Ha bisogno di regole chiare, di investimenti, di innovazione e di una prospettiva stabile. Continuare a rinviare o cercare scorciatoie non aiuta né gli operatori né i Comuni. Adesso servono responsabilità, trasparenza e il coraggio di chiudere definitivamente una vicenda che si trascina da troppi anni».










