Autoriciclaggio e false fatture, la Procura chiede 14 anni: tutti assolti
A fronte di una richiesta di condanna complessiva a 14 anni di reclusione nei confronti dei tre imputati, chiamati a rispondere a vario titolo di trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e false fatture, il tribunale collegiale di Rimini, presieduto dalla giudice Fiorella Casadei, li ha assolti perché il fatto non sussiste.
Le richieste più elevate (6 e 5 anni) erano state avanzate dalla Procura di Rimini per due coniugi albanesi, difesi rispettivamente dagli avvocati Giuliano Renzi e Tiziana Casali, ritenuti dall’accusa responsabili di trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio. Il marito, infatti, un albanese di 47 anni, per sfuggire a una misura di prevenzione patrimoniale, arrivata nell'ambito del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, avrebbe intestato alla consorte beni per diverse migliaia di euro. Sequestrati nel corso dell'indagine, svolta dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Rimini, una villa con dodici locali e piscina con idromassaggio, un magazzino e alcuni conti correnti per mezzo milione di valore, oltre a tre auto e due moto.
Sempre nei confronti dell'albanese, insieme al terzo imputato, un imprenditore riccionese di 45 anni, difeso dall’avvocato Stefano Caroli, era stato contestato anche l’aver raggirato le imposte sui redditi tramite un giro di false fatture emesse nei confronti dell’impresa del riccionese, per un importo imponibile stimato in oltre 17mila euro. Gli avvocati Renzi (affiancato dal consulente Riccardo Casadei), Casali e Caroli hanno respinto e contestato le ricostruzioni dell'accusa, chiedendo per i propri assistiti l’assoluzione piena, arrivata nel pomeriggio di oggi (martedì).












