Aureli (Confindustria): servono imprese più forti per rilancio su mercato global
Lo ha ricordato il presidente di Confindustria Rimini Adriano Aureli nella sua relazione all’assemblea annuale degli industriali riminesi che si è tenuta nel tardo pomeriggio a Castel Sismondo di Rimini, alla presenza del presidente nazionale di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo.
Occorre, per Aureli, rilanciare il gioco di
squadra, la formazione e l’internazionalizzazione. E per essere competitivi sul mercato globale, ha spiegato Aureli, bisogna abbandonare la strategia del “piccolo è bello” e darsi nuove dimensioni. Alla politica locale, Confindustria chiede infrastrutture, una burocrazia meno ostica e nuovi poli produttivi.
La relazione integrale di Adriano Aureli:
Autorità, Colleghe e Colleghi, Signore e Signori,
Innovazione e Formazione, Internazionalizzazione, Business Community (ossia un approccio integrato all’economia del territorio) e Responsabilità sociale dell’impresa, furono le quattro sfide che lanciammo lo scorso anno in occasione dell’Assemblea celebrativa del nostro sessantennale.
Il 10 maggio scorso abbiamo tenuto un grande convegno dal titolo “Rimini e i Creativi”.
Rilanciare il gioco di squadra
Oggi, in occasione della nostra sessantunesima Assemblea desidero riprendere il filo di un discorso avviato con questi due eventi.
A ben guardare essi sono le due facce di una stessa medaglia.
Rappresentano il nostro impegno per il rilancio dello sviluppo economico, sociale e culturale del nostro territorio.
Siamo consapevoli, e oggi qui lo ribadiamo, che questo deve essere un processo corale.
Il risultato di un grande gioco di squadra
In cui le amministrazioni pubbliche, le forze politiche, quelle sociali ed economiche, lavorino insieme per il bene comune lasciando da parte i pur legittimi interessi o punti di vista particolari.
E’ per questo motivo che rinnovo a tutte le categorie economiche, nessuna esclusa, l’invito di trovare un metodo condiviso al fine di costruire un grande e innovativo progetto di sviluppo.
La congiuntura
Lasciatemi ora tratteggiare un quadro sintetico della congiuntura.
Anche il 2006 sarà un anno di crescita per il mondo.
Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, il PIL mondiale dovrebbe crescere del 4,9% a ritmi sostanzialmente simili a quelli del 2005.
Il leggero rallentamento previsto per le aree che hanno finora trainato la crescita mondiale, gli Stati Uniti e i paesi emergenti dell’Asia , sarà più che compensato dalla maggiore crescita in Giappone, e nell’area dell’Euro e dell’America Latina.
Nel nostro Paese, dopo un 2005 archiviato con una crescita zero, si stanno avvertendo i segnali di una ripresa che sembra essere meno timida di quanto alcuni economisti, forse eccessivamente prudenti, avevano previsto.
Il PIL del primo trimestre cresce dello 0,6% su quello precedente e dell’1,5% rispetto al 2005.
Una crescita così sostenuta non si registrava dal 2001.
Questi dati positivi sul Pil sono confermati da quelli della produzione che a marzo segna +6,8% sostenuta da un buon incremento dell’export che su base annua dovrebbe attestarsi ad un +2,3% rispetto all’anno precedente.
Rimangono ovviamente alcuni indicatori che segnalano ancora il livello di squilibrio del nostro Paese:la continua crescita del debito pubblico e l’inarrestata perdita di competitività che fa scivolare l’Italia dal 53° al 56° posto nella classifica mondiale.
La congiuntura locale
Già la nostra indagine congiunturale del secondo semestre 2005 fissava la crescita della produzione al 4% e del fatturato al 6,4%.
La percentuale di export sul fatturato totale si attesta mediamente ad un 28,6%.
Anche le previsioni sul primo semestre 2006, sono intonate a giudizi postivi e trovano conforto nei recenti dati pubblicati dall’ISTAT.
L’andamento dell’occupazione nel 2005, registra dati positivi nonostante alcune crisi aziendali abbiano caratterizzato il nostro territorio.
Il tasso di occupazione si attesta al 65,8% con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente e quello di disoccupazione al 4,7% con una diminuzione dell’1,1%.
Questo quadro deve convincerci sempre più che non è possibile chiuderci nei nostri recinti, ma che l’unica strategia possibile è quella di accettare la competizione globale.
Accanto ad indubbie minacce, non ci devono sfuggire le grandi opportunità.
A mio avviso le seconde sono in numero nettamente superiore alle prime.
E’ necessario però attrezzarsi affinché queste opportunità non ci sfuggano.
Cosa fanno le imprese
Le imprese della nostra Provincia non hanno lasciato passare invano questi momenti difficili e hanno avviato un processo che le ha portate a focalizzarsi sui parametri indispensabili a decretare il successo di un’azienda:
gli uomini;
i prodotti/servizi;
il mercato.
In questo processo hanno trovato sempre vicino l’Associazione.
Con la ratifica del cambio di nome da parte dell’Assemblea, assume quello di Confindustria Rimini, Associazione delle Imprese della Provincia di Rimini.
Sottolineo il fatto che nel suo nome si è aperta non solo alle industrie, ma a tutte le imprese proprio nella convinzione che l’essere imprenditori, quando si condividono metodi di gestione e valori, trascende la semplice attività industriale, e si allarga a tutte le realtà economiche.
In questo quadro, le 4 sfide dello scorso anno e la riflessione su “Rimini e i Creativi” contengono validi spunti utili nel percorso che ogni impresa deve compiere quando cerca il successo avendo a fianco la propria Associazione.
Associazione che non si è chiusa nel suo ambito provinciale, ma ha ricercato con le consorelle della Regione di sviluppare progetti che consentano di liberare le grandi energie che possono scaturire da azioni congiunte.
Ricordo i vari progetti che abbiamo sviluppato insieme nel campo dell’internazionalizzazione, del credito, fondendo numerosi consorzi fidi provinciali, e dell’ufficio studi economici, realizzando un’unica indagine congiunturale.
Ma non ci siamo limitati all’ambito regionale, e abbiamo stretto rapporti con l’Associazione di Vicenza con la quale abbiamo realizzato un intenso scambio non solo a livello di informazioni, ma anche promuovendo incontri con gli stessi imprenditori che hanno raggiunto l’espressione più significativa con il meeting delle due Giunte tenutosi a Rimini lo scorso autunno.
Riprendendo le fila del discorso precedente ricordo che gli uomini devono essere formati.
Da qui l’impegno nella formazione, vista a 360 gradi, come un habitus culturale che accompagni le risorse umane già impiegate nel loro percorso di crescita professionale in modo da poter rispondere sempre più efficacemente alle esigenze delle imprese.
Ma questo non è sufficiente se non si parte già nella fase formativa che avviene nelle scuole.
Nel corso dell’anno trascorso abbiamo lanciato vari progetti rivolti proprio ai giovani:
Fabbriche Aperte
A scuola di lavoro
Testimonianze di imprenditori nelle Scuole
Concorso “Costruisci il tuo Robot”.
Con fabbriche aperte abbiamo voluto aprire realmente il variegato mondo delle imprese ai giovani degli ultimi anni delle scuole superiori per contribuire a sfatare i luoghi comuni sulle fabbriche e per lanciare un’idea positiva del lavoro manuale accanto a quello intellettuale.
Con “A scuola di lavoro” abbiamo coinvolto più di 30 classi delle scuole superiori della Provincia alle quali per oltre 9 mesi abbiamo distribuito gratuitamente il quotidiano Il Resto del Carlino in concomitanza della pubblicazione di articoli sugl’imprenditori e le imprese del nostro territorio.
Anche con questa iniziativa abbiamo cercato di porre al centro del dibattito nelle scuole l’idea che l’impresa e gli imprenditori sono il primo e anche veramente unico, motore dello sviluppo.
Con le testimonianze degli imprenditori nelle scuole, alle quali ho partecipato anche io personalmente, abbiamo voluto avvicinare in forma semplice e confidenziale i giovani alle esperienze degli imprenditori in modo interattivo.
Abbiamo soddisfatto così le curiosità dei giovani e nello stesso tempo lanciato il messaggio dell’importanza del lavoro manuale, della necessità di conoscere almeno due lingue straniere a partire dall’inglese e della indispensabilità di padroneggiare l’utilizzo del computer.
Con “costruisci il tuo robot”, concorso rivolto ai piccoli delle scuole elementari per avvicinarli al mondo delle imprese e nobilitare il lavoro manuale, abbiamo pensato di rafforzare il concetto della preparazione al mondo del lavoro.
Tutto quello che abbiamo indicato in precedenza sono le precondizioni per iniziare a competere.
Un plauso mio personale va’, inoltre, al Gruppo Giovani di Rimini che, assieme agli altri dell’Emilia-Romagna, ha lanciato il progetto “Che impresa vuoi fare da grande” rivolto a 15 Istituti Medi Superiori di tutta la Regione coinvolgendo oltre 300 studenti.
Ritengo, infatti, che questo sia un ottimo modo per trasmettere alle nuove generazioni la grinta, la voglia di fare e il desiderio di competere per raggiungere il traguardo del successo professionale.
Un’altra iniziativa, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio, che mi piace ricordare, rivolta in questo caso ai giovani già pronti per spiccare il volo in campo imprenditoriale è “Nuove Idee, Nuove Imprese”.
Una Business Competition che ai primi tre premiati, dopo un periodo di training e formazione, fornisce le risorse per partire con un’attività imprenditoriale vera e propria.
Se vogliamo guardare al futuro delle nostre aziende e del nostro Paese con fiducia non possiamo che continuare tutti a fare ciò che ho appena tratteggiato.
Anzi l’impegno deve essere ancora maggiore, e per questo Confindustria Rimini continua a dare un grande sostegno all’università declinato anche nella promozione e organizzazione di:
IFTS (Istruzione e formazione tecnica superiore) avente per oggetto un corso di automazione e meccatronico;
Master in Produzione, cultura della Moda – Collection Product Management, rivolto a giovani laureati che vogliono intraprendere la loro carriera nel campo del fashion
Master in Ingegneria e Management nelle Industrie Meccaniche e del Legno, per formare i tecnici che possano interfacciarsi in maniera efficace tra il mondo dei produttori delle macchine per la lavorazione del legno e la produzione vera e propria dei mobili
Corso di Alta Formazione Tecnica applicato alle tecnologie e controllo ambientale nel ciclo dei rifiuti, per formare tecnici altamente preparati nella salvaguardia ambientale in un territorio come il nostro dove la preservazione della vivibilità e della fruibilità dell’ambiente è una condizione irrinunciabile per lo sviluppo del turismo.
Non posso terminare questo mio escursus sulla formazione senza auspicare che l’attività di alternanza Scuola-Lavoro che noi cerchiamo di praticare favorendo gli stage dei giovani in azienda venga ancor più rafforzata.
Si prenda a modello, per esempio, la Scuola tedesca che ha istituzionalizzato in maniera ancor più precisa la formazione dei tecnici in azienda accanto a quella teorica.
Altro aspetto fondamentale per stare sul mercato è la ricerca e l’innovazione.
Queste sono state sostenute sia tramite l’Università, sia tramite i centri di ricerca, favorendo l’incontro tra la domanda di alcune piccole imprese e l’offerta, fornita in questo caso specifico dalla facoltà di Ingegneria di Bologna.
Certamente anche l’avere messo al centro dell’attenzione la creatività, che è la scintilla necessaria, che precede qualsiasi innovazione, è una chiara indicazione dell’impegno profuso in questa direzione.
Il mercato è stato per noi un focus costante e in particolare quello estero.
Innumerevoli sono state le azioni a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione a partire dalla formazione e dalla consulenza (come il progetto Manager Sharing) per giungere all’organizzazione di missioni in vari Paesi tra cui la Cina, la Russia, l’India, la Turchia ed altri ancora.
Non è senza una punta d’orgoglio che sottolineo il dato precedentemente citato: l’export della Provincia nell’ultimo semestre del 2005 è cresciuto del 23%.
Al raggiungimento di questo risultato ha contribuito Confindustria Rimini che ha posto tra le sue priorità quella di convincere soprattutto le PMI di impegnarsi nell’internazionalizzazione.
Conoscere i nuovi mercati è la premessa senza la quale non è possibile la loro conquista.
Proprio per questo, il nostro motto è “prendere le aziende per mano e condurle sui mercati esteri”.
Un altro aspetto che ha contraddistinto l’attività delle nostre imprese è il grande slancio con il quale hanno abbracciato la sfida del ruolo sociale delle imprese.
A tale proposito ricordo che lo scorso novembre abbiamo tenuto un convegno dal titolo “Imprese, comunità, territorio: insieme responsabilmente” nel corso del quale sono stati presentati 14 progetti di imprese nostre associate che hanno portato in tutti i continenti un concreto sostegno alle popolazioni locali.
Le abbiamo aiutate a formare i giovani ad una attività lavorativa in modo tale da poter innescare un processo virtuoso con il quale riscattarsi definitivamente dalla miseria.
Tutto ciò ha contribuito a creare un effetto traino anche per quelle imprese ancora meno attente al fenomeno, permettendo loro di metabolizzare il concetto che sul mercato ci si deve stare in modo da preservare i valori dell’etica.
Valori che pagano e sono alla base del successo di tutte le aziende che operano sui mercati mondiali.
Da ultimo, questa grande apertura al mercato globale ha permesso di mettere al centro della riflessione di moltissime imprese il tema della loro dimensione ottimale per affrontare le sfide e cogliere le opportunità che sono veramente molte.
“Piccolo è bello”, non è più la strategia che le nostre imprese possono continuare a portare avanti.
E’ sotto gli occhi di tutti che in Italia, dove le imprese grandi sono veramente poche, sono state le medie imprese a sostenere gran parte della competizione globale.
Esse hanno generato quote importanti di PIL che hanno permesso in questi anni all’Italia di non scivolare indietro nella classifica delle grandi potenze economiche mondiali.
E’ a loro, alle medie imprese, che le nostre piccole devono guardare per raggiungere quelle economie di scala che si possono ottenere solo aumentando i volumi che riflettono miglioramenti a cascata su tutte le aree aziendali, a partire dalla produzione, dalla logistica e dagli acquisti.
A proposito di questo, abbiamo già lanciato un progetto di Gruppi d’Acquisto in modo tale da poter estendere anche alle piccole aziende le economie sui costi di approvvigionamento.
I modi per raggiungere l’obiettivo di diventare più grandi sono molteplici, dalle fusioni, alla crescita per vie interne, dalla valorizzazione delle sinergie, allo sviluppo della filiera o del concetto dell’impresa a rete.
Riassumendo, per accrescere la loro competitività le imprese si devono concentrare su:
Crescita dimensionale;
Innovazione e ricerca;
internazionalizzazione.
Ma questo non basta.
Cosa chiediamo alla politica
Deve cambiare il contesto nel quale operiamo.
L’impresa deve essere messa al centro dell’attenzione.
Per modernizzare il Paese , il Governo si deve impegnare ad emanare delle misure che accrescano la competitività:
grandi infrastrutture a livello dei migliori paesi europei;
sostegno alla crescita dimensionale delle imprese;
liberalizzazioni e concorrenza in settori protetti, le cui inefficienze gravano sulle imprese e sui consumatori, seguendo l’esempio delle telecomunicazioni;
sostegno all’internazionalizzazione;
riposizionamento strategico del sistema produttivo italiano;
innovazione, ricerca e formazione.
In particolare, sono per noi fondamentali cinque temi:
conferma delle riforme positive già approvate (Legge Biagi, Delega ambientale, istruzione);
energia (ridurre il costo di almeno il 20% in 5 anni);
semplificazione burocratica;
riduzione della pressione fiscale sulle imprese (cuneo fiscale e contributivo e IRAP);
banche: devono fare di più per contribuire alla crescita e all’internazionalizzazione delle imprese, soprattutto delle più piccole.
Un piano strategico per Rimini
Dopo aver approfondito ciò che le imprese stanno facendo e quello che chiedono al Governo, desidero ritornare al nostro territorio.
Anche a Rimini in questi giorni si sono concluse le elezioni.
Auguriamo al Sindaco Ravaioli e alle sua squadra buon lavoro, confermando la nostra disponibilità a collaborare come abbiamo sempre fatto per il passato.
Non vi è dubbio che per poter competere quello che chiediamo per primo alle amministrazioni pubbliche è di fare uno sforzo per dotare Rimini di quelle infrastrutture, soprattutto nel campo della mobilità, senza le quali non sarà possibile affrontare con tranquillità il futuro.
Il ritardo nella loro costruzione o addirittura la loro mancanza, vanificherebbe i cospicui investimenti fatti per la Fiera e quelli pianificati per il congressuale.
Sto parlando della terza corsia dell’A14 e della variante alla SS16 da Cattolica a Bellaria.
Accanto a queste grandi direttrici di traffico non bisogna trascurare la viabilità comunale e infracomunale tra i centri dell’area metropolitana.
Un punto positivo, che mi piace sottolineare, perché dimostra una inversione di tendenza, è l’Aeroporto di Rimini.
Mi sembra che abbia imboccato la strada giusta per migliorare la raggiungibilità della nostra Provincia, soprattutto se questa vuol entrare nel circuito mondiale delle località congressuali.
Un altro tema importante legato alle infrastrutture, riguarda la salvaguardia dell’ambiente con riferimento alla preservazione della qualità delle acque di balneazione.
Altri importanti infrastrutture sono le aree di riconcentrazione industriale che, dopo alcuni lustri, non sono state ancora realizzate, mentre cresce gravemente il rischio che alcune imprese delocalizzino in altri territori più sensibili alle loro esigenze.
A conclusione di questo mio intervento chiedo ai politici, alla Fondazione Cassa di Risparmio, alla Camera di Commercio, alle categorie economiche, ai singoli imprenditori e ai professionisti di aggregarci tutti per realizzare un sogno:
rendere Rimini più bella, più attraente, più funzionante, reinterpretando la sua vocazione storica di capitale del turismo Europeo integrata da quella nuova di capitale del Wellness, sulla linea di quanto hanno fatto altre città, come Valencia e Barcellona.
Facciamo progettare una parte della Città a un grande architetto di fama internazionale.
Facciamo su quest’area il primo passo per arricchire una Città, con radici millenarie e che ha dato i natali a personaggi come Federico Fellini, proiettandola verso il futuro.












