Associazioni, sindacati e coop: progettare l'alta velocità in ottica romagnola
Il quadruplicamento della tratta ferroviaria Bologna-Castel Bolognese "promette di rivoluzionare il traffico ferroviario dell'intera regione". Ma "già ora va pensato in continuità con il resto della Romagna, attraverso una prospettiva di investimento e progettazione sull'Alta velocità". Sul tema firmano un documento congiunto Associazioni di categoria, leghe cooperative e sindacati della Romagna, nella convinzione che il dibattito sull'Alta velocità in Romagna rappresenti "una nuova occasione per condividere fra Istituzioni, rappresentanze delle imprese e dei lavoratori, la visione di un territorio che pensa al proprio sviluppo, superando i confini provinciali". In questa fase storica "molto condizionata da tensioni internazionali, rischio di paralisi dell'Europa e crescita nazionale limitata", occorre superare i campanilismi ed esercitare, quantomeno in Romagna, "le scelte migliori per tutti, indipendentemente dagli specifici interessi territoriali". Da questo punto di vista l'Alta velocità è "certamente un obiettivo strategico", per il turismo e l'intero sistema economico romagnolo.
Il potenziamento della direttrice adriatica, di cui il quadruplicamento della Bologna-Castel Bolognese, presentato pubblicamente nei mesi scorsi, rappresenta il primo tassello, proseguono, è "un'opera fondamentale per il Paese, ma che produrrà vantaggi anche per i singoli territori". Quella tratta è infatti la "più congestionata, una sorta di collo di bottiglia che penalizza, prima di tutto, il traffico ferroviario da e per la Romagna". Il suo potenziamento promette di incrementare la capacità della rete e ridurre i tempi di percorrenza.
Ma l'intervento va "pensato in continuità con il resto della Romagna, attraverso una prospettiva di investimento e progettazione sull'Alta Velocità che tenga insieme le esigenze e le potenzialità di tutti i nostri Comuni capoluogo in una visione unitaria di dorsale adriatica". I firmatari chiedono dunque che "si costruiscano le condizioni per aprire un fattivo tavolo di confronto fra istituzioni, associazioni datoriali, sindacati e la Regione, cui affidare la definizione di uno studio su esigenze, flussi, distanze, collegamenti e, naturalmente, equilibri ed opportunità, per porre basi solide e condivise al prossimo investimento sull'Alta Velocità in Romagna"










