Assemblea balneari, approvato documento. Nel mirino ancora amministratori PD
Oggi il fuoco incrociato c’è stato, ma puramente verbale. E non solo dal riminese Mussoni che, anzi, si è preso qualche fischio per aver detto che chi cerca di demolire il percorso va certamente subito contrastato ma non minacciato: nessuno ha minacciato nessuno, gli hanno urlato dalla platea.
Angelo Vaccarezza, presidente della Provincia di Savona nonché vicepresidente dell’Unione delle Province e delegato UPI al demanio, a scanso di equivoci ha detto che la posizione di Vitali non è assolutamente quella delle province.
Il presidente della Fiba Confesercenti Lardinelli, dalla Versilia, la mette sulla provocazione leggendo dichiarazioni di Gnassi sulle grandi opportunità che l’acquisizione del lungomare dà al comune di Rimini: perché i balneari non dovrebbero avere la stessa possibilità per la loro parte?
Altri ricordano i tempi in cui l’Emilia Romagna era presa a modello per la gestione del turismo anche da chi non era di sinistra mentre oggi, dicono, non può più esserlo viste le posizioni dei suoi amministratori.
Nessun attacco al partito, ribadiscono in molti, anche perché tra i relatori c’è la senatrice Granaiola del PD che invece sostiene la proposta del sottosegretario Baretta.
Quanto ai contenuti della proposta, nella dichiarata unità di intenti non mancano i distinguo: se molti auspicano che sia il Governo ad avere le competenze sulle assegnazioni e non le regioni, da Senigallia si ricorda che uno spostamento uniforme del confine delle superfici alienabili rischierebbe di creare disparità.
E c’è chi chiede di tenere fuori dalle proposte al Governo la questione Iva: poche richieste, ma precise.
L’assemblea, alla quale hanno partecipato per la prima volta tutte e cinque le principali sigle dei balneari, si è conclusa con l’approvazione di un documento condiviso.
(Newsrimini.it)
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Il testo del documento unitario
L’Assemblea degli imprenditori balneari italiani, riunita a Rimini l’8 ottobre 2013, su iniziativa delle maggiori sigle sindacali del settore SIB-FIPE-Confcommercio, FIBA-Confesercenti, CNA-Balneatori, Assobalneari-Confindustria e Oasi-Confartgianato: premesso che è necessario trovare una soluzione urgente, se utile con un immediato ulteriore termine di pagamento, per imprese che stanno soccombendo al gravame insopportabile introdotto dai valori OMI nel calcolo del canone demaniale per le pertinenze;
preso atto della proposta formulata dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta nella riunione che si è tenuta lo scorso 26 settembre presso i suoi uffici, alla presenza e con la condivisione di parlamentari appartenenti ai partiti di maggioranza PD e PDL, per quanto è dato conoscere: ne condivide prioritariamente l’imprescindibile necessità di portare all’attenzione della Commissione Europea il ruolo fondamentale che il turismo balneare, e le 30.000 imprese, svolge nel contesto del turismo italiano rappresentandone una specificità e una peculiarità da difendere; ne valuta positivamente gli obiettivi; conferisce mandato ai rispettivi presidenti di portare avanti l’interlocuzione con il Governo e individua i seguenti elementi fondamentali sui quali la proposta dovrà basarsi: nella vendita delle superfici sdemanializzate dovrà essere assicurata l’opzione a favore degli attuali concessionari in modo diretto tra Stato e concessionario senza passaggi intermedi; i sistemi di individuazione delle aree da sdemanializzare dovranno essere tali da consentire a tutte le imprese esistenti di potervi rientrare; l’unitarietà funzionale delle imprese deve essere considerata elemento essenziale in quanto si rivela di importanza fondamentale per garantire la salvaguardia, la tipicità e la stessa capacità di produrre reddito; la componente sindacale, così come è stato concordato, deve partecipare all’intera operazione ed in modo particolare ai criteri di determinazione dei valori delle aree e degli immobili che saranno alienati, così da garantire che la loro misura sia economicamente sopportabile da parte delle imprese; la scadenza delle concessioni in essere fissata dall’art. 34 duodicies, della legge 221/2012 nella data del 31 dicembre 2020, dovrà essere garantita ad ogni livello amministrativo da parte del Governo. Nel contempo le Organizzazioni Sindacali ritengono doveroso ricordare al Governo l’opportunità e la necessità di assicurare risposte esaurienti sui seguenti argomenti:
A) l’insufficienza della proroga delle concessioni in essere al 2020 e l’inderogabilità di una durata delle stesse ben più congrua ed analoga a quella attualmente un vigore in altri Paesi europei (20/30 anni);
B) nell’attuale processo di revisione delle aliquote IVA, la necessità di uniformare il regime della stima per tutte le imprese turistiche, ivi comprese quelle balneari;
C) mantenere l’impegno di rivedere i canoni pertinenziali attraverso una ridefinizione delle opere di facile e difficile rimozione e l’abrogazione del riferimento ai valori OMI.










