LE STRATEGIE DEL COMUNE
Asili nido a Rimini, copertura al 42% e gratuità per le fasce più fragili
di Redazione
Mer 15 Apr 2026 18:35 ~ ultimo agg. 18:45
In un’Italia che fatica a garantire l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia — con un tasso di partecipazione ai nidi del 35,5%, tra i più bassi d’Europa — Rimini si colloca tra le città che hanno invertito la tendenza. Con la chiusura delle iscrizioni per l’anno educativo 2026/2027, il Comune presenta i risultati di una strategia triennale che ha portato la copertura dei servizi 0-3 anni al 42,11%, destinata a salire al 45% entro settembre grazie ai nuovi posti finanziati dal PNRR. Un traguardo che consente alla città di superare gli standard europei e anticipare di quattro anni l’obiettivo fissato dall’UE per il 2030.
Nel 2018 la copertura dei nidi era ferma al 27,66%, ben al di sotto della soglia europea del 33%. «Nel 2021 ci siamo trovati davanti a un bivio: ridurre le rette o aumentare i posti. Abbiamo scelto di non rinunciare a nessuna delle due sfide», spiega la Vicesindaca con delega alle politiche educative, Chiara Bellini. «Il risultato è un welfare che sostiene le famiglie e rafforza la coesione sociale».
La crescita non è frutto di un singolo intervento, ma di una strategia integrata articolata su cinque assi:
• Sinergia finanziaria: uso combinato di Bonus INPS, fondi europei, statali e regionali, con risorse comunali aggiuntive per garantire la gratuità totale (Retta 0) fino a 10.000 euro di ISEE e riduzioni significative per le fasce medie.
• Infrastrutture PNRR: realizzazione di tre nuovi nidi pubblici.
• Patto pubblico-privato: investimento di 250 mila euro per consolidare la rete dei 20 gestori convenzionati e ampliare i posti disponibili per la graduatoria pubblica.
• Equità e aggiornamento del regolamento: criteri più aderenti ai bisogni reali delle famiglie.
• Digitalizzazione: un’unica piattaforma per rendere trasparente e accessibile l’intero sistema.
Tra le scelte della strategia riminese c'è quella di riconoscere un punteggio specifico alle donne inserite in percorsi di protezione dalla violenza, trasformando il nido in un presidio di emancipazione e sicurezza. Il punteggio per l’occupazione viene attribuito anche a chi ha contratti di almeno 90 giorni, mentre chi è disoccupata o disoccupato ma impegnata/o in un percorso di ricerca attiva tramite il Centro per l’Impiego riceve un riconoscimento specifico. Infine, il nuovo regolamento supera la vecchia distinzione tra lavoro “stabile” e “non stabile”, mettendo sullo stesso piano dipendenti, autonome/i e freelance. Una scelta che fotografa con precisione il presente: oggi la continuità del reddito non coincide più con la tipologia contrattuale, e un sistema equo deve tenerne conto. Nella fascia 3-6 anni, nelle scuole dell’infanzia comunali, il numero massimo di alunne e alunni per classe scende da 26 a 24, fino a 21 nei casi più complessi, per favorire l’inclusione delle bambine e dei bambini con disabilità.
«Questi risultati dimostrano che quando l’educazione è posta al centro dello sviluppo sociale, la comunità risponde», conclude Chiara Bellini. «Non stiamo solo aumentando i posti nido: stiamo costruendo una città più equa, dove il diritto all’istruzione è garantito a tutte e a tutti, a partire da chi vive situazioni di maggiore fragilità. Investire nei primi anni di vita significa sostenere le famiglie, ampliare le opportunità delle bambine e dei bambini e rafforzare la coesione della nostra comunità. Rimini vuole essere questo: una città capace di leggere i bisogni reali e trasformarli in politiche concrete».
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