Arrestato per una violenta rapina, il confronto all'americana lo scagiona
Un confronto all'americana nel quale sono sfilati in quattro: l'imputato, a processo per una serie di furti ma soprattutto per una violenta rapina che avrebbe commesso ai danni di un negoziante di via Panzini il 29 gennaio 2025 a Bellaria, e tre figuranti, di altezze differenti ma tutti sulla trentina, con carnagione olivastra, due dei quali attualmente detenuti nel carcere dei Casetti. Un modo per stabilire con certezza se il commerciante aggredito con spray al peperoncino e pistola puntata in faccia, fosse in grado di riconoscere il rapinatore poi fuggito con 1.500 euro in contanti. All'epoca della querela, quando lo individuò tra una serie di fotografie che gli sottoposero i carabinieri, lo descrisse come "un nordafricano alto circa 1.70, di corporatura magra". L'arrestato, invece, un 30enne marocchino, risulta alto 1.88, quasi 20 centimetri in più, e fisicamente ben piazzato.
Al suo difensore, l'avvocato Luca Montebelli, ha sempre giurato di non essersi mai macchiato del reato di rapina. I furti, invece, cinque quelli commessi tra il 21 marzo e l'11 giugno, tutti a Bellaria Igea Marina, non li ha mai negati. Si tratta di un paio di bici elettriche rubate, di qualche scatola di gamberi surgelati, di un flessibile. In nessuno di questi casi ha mai usato violenza contro le persone.
Il legale, quindi, dopo aver optato per il rito abbreviato, ha sottoposto al gup di Rimini, Raffaele Deflorio, la richiesta di condizionare il procedimento all'ascolto della vittima e alla ricognizione del reo. Così questa mattina in aula, mentre il commerciante era protetto da un vetro oscurato, il sospettato è stato posizionato in una fila di persone con caratteristiche fisiche simili, ognuna con un numero in mano. Dopo un'attenta analisi, la vittima ha ammesso: "Non riconosco nessuno di loro". Per conoscere la sentenza di primo grado bisognerà attendere il prossimo 7 maggio, ma nel frattempo ci sono buone possibilità che il nordafricano possa uscire dal carcere, dov'è detenuto dal 21 giugno scorso. Il suo difensore ha già presentato istanza di scarcerazione, la decisione è attesa a giorni.












