Crac Cmv, condannato a 3 anni Nicolini. Assolto Ceccarelli, prosciolto Pula
Si è chiuso questa mattina il processo di primo grado, con rito abbreviato, per il crac della Cmv (Cooperativa Muratori Verucchio), storica impresa edile dichiarata fallita dal tribunale di Rimini nel settembre 2017, che ha trascinato in un gorgo debitorio da centinaia di milioni di euro un gruppo di 50 società satellite. Il gup di Rimini, Raffaele Deflorio, questa mattina ha condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione per bancarotta Sauro Nicolini, amministratore di fatto del Gruppo, ritenendolo responsabile di aver distratto somme di denaro non dichiarate al Fisco, derivanti dalla vendita di immobili del gruppo Cmv, per poco meno di 6 milioni di euro, poi trasferiti sul Titano. Il 68enne imprenditore verucchiese, difeso dagli avvocati Carlo Alberto Zaina e Marco Zanotti, ha sempre respinto con forza le accuse mosse dalla Procura di Rimini, puntando il dito contro gli istituti di credito che, a suo dire, avrebbero inciso molto negativamente sullo stato di sopravvenuta crisi della Cmv. In che modo? Bloccando lo svolgimento di attività lavorative che invece presupponevano la continuità dell'erogazione dei finanziamenti. Al momento dell'insolvenza, infatti, il patrimonio immobiliare di Cmv e delle controllate - ha sostenuto la difesa - avrebbe avuto un valore di almeno 50 milioni di euro, quindi da valorizzare e non da affossare.
Setti gli anni di condanna chiesti invece dalla Procura per Nicolini, che ha ottenuto due assoluzioni piene ("perché il fatto non sussiste") in merito a due episodi di bancarotta patrimoniale, mentre per una bancarotta preferenziale è intervenuta la prescrizione. "Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza per valutare il ricorso in Appello", ha dichiarato l'avvocato Zaina al termine del processo.
Condannato a 3 anni anche il tesoriere nonché braccio destro di Nicolini, Sauro Bronzetti, assistito dagli avvocati Marco Zanotti e Consuelo Riminucci. Un anno e quattro mesi, invece, per il genero, Andrea Rossi. Assoluzione per Alessandro Ceccarelli, sindaco e revisore della Cmv, e per un funzionario di banca coinvolto nel procedimento, assistiti dagli avvocati Mattia Lancini e Moreno Maresi. Sentenza di non luogo a procedere, infine, per Fabio Pula, all’epoca dei fatti oggetto dell’inchiesta presidente pro-tempore dell'allora Banca di Credito Cooperativo Valmarecchia, difeso dagli avvocati Monica Cappellini ed Enrico Amati.
Uscita definitivamente dal processo, dopo la costituzione di parte civile, la curatela fallimentare, rappresentata dall'avvocato Maurizio Ghinelli, che dei quasi 4 milioni di euro sequestrati a suo tempo dalle fiamme gialle e congelati presso il Fondo Unico di Giustizia di Roma, ha ottenuto, al termine di un accordo autorizzato dal giudice delegato ai fallimenti, la somma di un milione e 800mila euro. Che sarà ripartita tra i vari creditori. Dal 2017 (anno della dichiarazione di fallimento della Cmv) ad oggi, è stata venduta all'asta la quasi totalità degli immobili, tra cui la Colonia Bolognese. In 8 anni sono stati effettuati quasi 200 rogiti.












