Indietro
menu
fermato dai carabinieri

Arrestato il terrore di Miramare. Aggressioni e minacce ai dipendenti di un bar

In foto: le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 30 Apr 2026 18:06 ~ ultimo agg. 20:06
Tempo di lettura 2 min

I carabinieri della Stazione di Miramare, giovedì mattina, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, a firma del gip Raffaele Deflorio, su richiesta del pm Luca Beruzzi, per un 44enne bosniaco, senza fissa dimora, noto come "il terrore di Miramare". L'uomo, dal dicembre dello scorso anno ad oggi, ha tormentato i dipendenti e la titolare di un bar della zona, diventati oggetto di sistematici insulti, minacce di morte, aggressioni e persino tentate estorsioni. Il bosniaco, che si definiva il "boss della zona", lo scorso 6 aprile aveva colpito con un pugno in testa uno dei dipendenti, procurandogli un trauma facciale, la frattura della mandibola e della falange di un dito della mano destra.

In più occasioni aveva spaventato senza motivo alcuni clienti, arrivando persino a minacciare la titolare di dare fuoco al locale: "Qua comando io, non mi spaventano 20 anni di galera". Il 44enne, inoltre, millantava conoscenze criminali: "I miei amici napoletani vengono a casa ad ammazzarvi". Un modo per spingere i dipendenti a cedere alle sue richieste di denaro: "Devi darmi 500 euro, altrimenti vedrai...". Nel dicembre dello scorso anno una dipendente si era ritrovata le gomme dell'auto tagliate. Un gesto rivendicato dallo stesso bosniaco. che in un'altra circostanza le aveva rubato il telefono salvo poi lanciarglielo dietro al bancone all'arrivo delle forze dell'ordine. 

Con i suoi comportamenti aveva recato negli ultimi mesi un grave danno d'immagine al locale, con alcuni clienti che per paura di incontrarlo avevano smesso di frequentare il locale. Nel marzo scorso aveva addirittura defecato in maniera indecente all'interno dell'esercizio pubblico, venendo ripreso da uno dei baristi, poi ricoperto di insulti e minacce dallo stesso bosniaco, che non ha mia rispettato il provvedimento del questore di Rimini che gli imponeva di non frequentare il locale. Negli ultimi mesi sono stati decine gli interventi da parte dei carabinieri di Miramare. Nel frattempo le persone offese sono state costrette ad alterare le loro abitudini di vita: c'era chi ormai usciva di casa solo per fare la spesa, chi è stato costretto a cambiare numero di telefono, chi parcheggiava la propria auto lontano dal bar e chi si faceva accompagnare a casa una volta terminato il proprio turno.

Contestati al 44enne bosniaco, difeso dall'avvocato Massimiliano Orrù, i reati di stalking, lesioni personali, tentata estorsione, danneggiamento e furto.

Altre notizie