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sulla polemica Frisoni-Maresi

Area ex Questura. ASI: anche noi facciamo il tifo per il nuovo stadio

In foto: l’area stadio-via Bassi
l’area stadio-via Bassi
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mer 13 Dic 2023 11:17 ~ ultimo agg. 6 Giu 15:41
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A seguito del dibattito a distanza tra Davide Frisoni di Forza Italia e l’assessore Moreno Maresi sull’interesse pubblico o meno del progetto del nuovo stadio Romeo Neri interviene anche Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife per Ariminum Sviluppo Immobiliare. Da ASI spiega Da Dalto, nessuna preclusione al progetto dello stadio, anzi l’auspicio che possa concretizzarsi secondo le ambizioni della nuova società. E un’ulteriore sollecitazione al sindaco perché dia risposta alla nuovo proposta avanzata: quella di rinunciare a tutte le aree non attinenti al commerciale purché arrivi il via libera al supermercato. Che non sarà, come insinuato anche dall’assessore Maresi, una ‘grande area commerciale’.


L’intervento di Marco Da Dalto, rappresentante del progetto Riminilife.

 “Non è mio costume intromettermi in una polemica a livello politico, se non quando sotto l’aspetto amministrativo la polemica incrocia direttamente il confronto di ASI con la Giunta del Comune di Rimini. Abbiamo letto le dichiarazioni del Vice Coordinatore di Forza Italia Davide Frisoni e la risposta dell’Assessore allo sport Moreno Maresi. E vogliamo subito mettere subito un punto fermo.

Ariminum Sviluppo Immobiliare ha reso pubblica una proposta molto chiara nella sua componente di ‘interesse pubblico’, in alternativa al progetto RiminiLife che la Giunta ci ha bocciato senza motivarne il diniego. Abbiamo dato dimostrazione ulteriore di sensibilità sociale – una mano tesa ai tifosi, al Rimini Calcio e all’Amministrazione – dichiarando di poter rinunciare a ben 17.600 mq di superfici acquistate, a cedere gratuitamente oltre due ettari di aree proprio per realizzare quei parchi, parcheggi e palazzine sociali che possono servire al quartiere e alla migliore realizzazione del nuovo stadio Romeo Neri. Un’area enorme, a due passi dal centro, a disposizione della città.

Si potrebbe così finalmente vedere abbattuto quel mostro che degrada e indigna una città intera, e il Sindaco potrà risparmiare il denaro pubblico destinato all’esproprio, senza dimenticare che il progetto genererà il pagamento di un contributo straordinario – per legge – che l’amministrazione potrà monetizzare o commutare in ulteriori opere pubbliche di interesse. Realizziamo soltanto un supermercato da 1.500 mq con 4.500 mq di superfici accessorie, che come il nostro video documentario dimostra sono tutte a sostegno della sala vendita, dalla zona di accoglienza e ingresso, alle celle frigo, aree di preparazione del fresco, magazzini, locali tecnici e spazi per il personale. Proprio quella configurazione che l’ufficio del commercio ha approvato riconoscendo essere un semplice supermercato. Per contrastare le continue illazioni, strumentali e onestamente inaudite in un Paese democratico, ci siamo resi disponibili a sottometterci ad un atto d’obbligo, a prestare tutte le opportune garanzie anche fidejussorie per garantire che la superficie di vendita rimarrà di 1.500 mq, rinunciando ad un diritto, come a regolamentare – sottoponendoci ad ulteriori vincoli e crediamo che nella storia questo non sia mai accaduto – l’uscita dei furgoncini per la consegna a casa.

Nel fare questa proposta che qualcuno ha giustamente definito ‘scioccante’, è evidente che abbiamo anche pensato all’intero quadrante e allo stadio, che ci auguriamo vivamente venga realizzato secondo le necessità di un club ambizioso che probabilmente ha una visione più ampia di utilizzo che va oltre l’evento sportivo.

Riteniamo – con presunzione dico a ragione – che sia sicuramente più confortevole per il promotore intenzionato ad investire nel progetto stadio, farlo in un quadrante rigenerato, piuttosto che trovarsi delle palazzine pubbliche di fronte la curva con l’ombra incombente del transatlantico di cemento e di paura che gli farebbe da sfondo. Sarebbe anacronistico realizzare un gioiello, luogo di aggregazione in mezzo a degrado e microcriminalità. E’ cristallino che non esiste una contrapposizione fra il nuovo stadio e la proposta di ASI, anzi come sempre siamo propositivi e sensibili. Questo è il nostro punto fermo.

Per ultimo una annotazione all’assessore Maresi: eviti se possibile di seguire le orme di chi ha parlato di ‘grande area commerciale’. La gente l’ha capito, è un disco rotto utilizzato per generare confusione: è un semplice supermercato a cui la Giunta vuole imporre limitazioni e norme inesistenti. Suo malgrado deve anche accettare che una struttura commerciale per il combinato disposto del DPR n. 160 del 7 settembre 2010, che la definisce attività produttiva e successiva Circolare degli assessori Regionali Costi e Donini è riconosciuta di interesse pubblico.

Restiamo in attesa che il Sindaco ci convochi alla luce della nuova proposta o che giustifichi alla città il suo reiterato diniego; e che lo faccia anche con il Rimini Calcio e il promotore della ristrutturazione dello stadio, affinché abbiano coscienza del contesto in cui andranno ad investire il loro denaro”.

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