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l'editoriale della domenica

Anziani di oggi e anziani di domani

In foto: pexels
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di
Carlo Alberto Pari
   
Tempo di lettura 4 min
Tempo di lettura 4 min

L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari


Oggi più che mai, Il giornalista ha un compito fondamentale: evidenziare i problemi. Sembra non sia scontato, se siamo al 56° posto nel Mondo per libertà di stampa.


La situazione attuale degli anziani ed il futuro dei giovani, è un tema di fondamentale importanza, che è bene evidenziare spesso. Negli ultimi quarant’anni
l’aspettativa di vita è aumentata di circa otto anni, arrivando ad oltre 80, ma l’aspettativa di vita in buona salute è al di sotto dei 60 anni. Circa la metà degli over
65 è in poli terapia, ed assume mediamente dai 5 ai 9 farmaci al giorno. Gli over 65 sono circa il 25% della popolazione italiana, in crescita costante. Stime di primarie istituzioni indicano che a causa della denatalità, in Italia, nel 2040 le persone in età lavorativa diminuiranno dai 3 ai 5 milioni di unità. Il sistema pensionistico italiano “a ripartizione” utilizza i contributi dei lavoratori attuali per pagare le pensioni, brutalmente, perché quelli versati dagli attuali pensionati sono già stati spesi. Questa è sostanzialmente la situazione. La domanda da porsi: il sistema pensionistico e la sanità universale (già pesantemente martoriata), possono resistere a tutto questo, anche in considerazione dell’elevato indebitamento pubblico? Eppure, si parla soprattutto di coalizioni, di sondaggi, a volte si elencano promesse di provvedimenti, spesso senza indicare le coperture. Ritornando al tema all’articolo, analizziamo il presente e proviamo a pensare al futuro.


Gli anziani di oggi. Pensioni medie mensili circa 1.300 euro lordi. Senza una casa in proprietà, difficile sopravvivere, altrimenti si arranca la fine del mese fino a quando esiste l’autosufficienza. Poi il limbo. I figli, per sopravvivere devono spesso lavorare in due in ogni famiglia. Le famiglie patriarcali non esistono più. Pochi riescono ad accudire i genitori anziani in famiglia. L’assunzione di una “badante”, costa all’assistito circa la metà (intorno ai 1.500 euro) della permanenza in una RSA media, ma si devono aggiungere i costi della spesa alimentare, le bollette, le visite urgenti e tanto altro, ed inoltre, una badante difficilmente potrà coprire sette giorni di assistenza per 24 ore giornaliere! Una RSA è mediamente proponibile per gli attuali pensionati, solo se i fondi pubblici coprono almeno la parte sanitaria del costo (orientativamente circa la metà), ma appare evidente che essendo sempre più alto il numero degli anziani, difficilmente si potrà continuare anche in futuro. Recentemente, la stampa nazionale ha evidenziato in alcune regioni italiane problemi molto seri, ad esempio, la carenza dei posti nelle RSA, persino per anziani con comorbidità (più patologie e spesso mancanza di autosufficienza) dimessi dagli ospedali. Per gli anziani con una pensione superiore alla media, parliamo di pensioni previdenziali, ergo, di lavoratori che hanno versato svariati decenni di contributi, con “grande lungimiranza” si mantiene il blocco parziale della perequazione, nel disinteresse quasi generale, così tra qualche anno, le loro pensioni saranno devastate dall’inflazione, come è accaduto per i salari dei lavoratori dall’abolizione della scala mobile, ed ora, chissà di chi sono le colpe?


I giovani di oggi, anziani di domani. Precariato, stipendi medi assai scarsi, senza più alcun adeguamento automatico all’inflazione , riforme delle pensioni, che
porteranno intorno ai 70 anni il traguardo. Inoltre, le pensioni saranno calcolate sul contributivo puro (inizio dopo il 31/12/95). Azzardo una semplice ed ipotetica previsione. Un trentenne lavoratore di oggi da poco assunto (già con contratto a tempo indeterminato e non è usuale), con uno stipendio netto di circa 1800 euro mensili (e non è usuale), andrà in pensione ad un’età non distante dai 70 anni, con una rendita mensile intorno al 50/60 per cento dell’ultimo stipendio. Tutto questo sarà aggravato dalla sanità, che già oggi è sempre meno universale, presumo che si consiglieranno assicurazioni private, con costi annuali che pochi, considerando l’importo delle pensioni, riusciranno a sostenere. Il costo di permanenza in una RSA a carico dell’assistito, non sarà neppure proponibile per una pensione media. Inoltre, permane il problema stimato dell’esponenziale calo del numero dei lavoratori e l’aumento degli anziani, ed il sistema pensionistico a ripartizione. Qualcuno indica proposte o interventi nei programmi elettorali, per questi enormi problemi?


Ecco allora il presumibile passaggio dal limbo degli anziani di oggi, all’ inferno degli anziani di domani. Eppure, le generazioni del secolo scorso avevano conquistato diritti estremamente significativi, non solo nel lavoro, ma ad esempio la sanità universale, purtroppo, nel nuovo secolo sono stati in parte “bruciati”, con risultati non certo positivi: povertà in consistente aumento, diseguaglianze estreme e debito pubblico esploso.

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di Redazione