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dopo la sentenza del Tar

Antenna a Coriano. Minoranza e Croatti contro l’Amministrazione Comunale

In foto: l’antenna a Coriano
l’antenna a Coriano
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 9 Giu 2023 19:15 ~ ultimo agg. 6 Giu 12:39
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Il gruppo di opposizione Coriano Futura stronca senza mezzi termini la gestione della partita da parte dell’Amministrazione Comunale sul posizionamento dell’antenna WindTre vicino al cimitero: scelta bocciata dalla Sovrintendenza e ora anche da un pronunciamento del Tar (vedi notizia): “Nonostante la batosta arrivata con la recente sentenza del Tar che ha respinto il ricorso del Comune, l’amministrazione comunale targata Ugolini-Spinelli persevera nel non voler riconoscere l’errore commesso con il posizionamento dell’antenna Wind Tre dietro al cimitero. Inspiegabile è il silenzio imbarazzante nel quale da qualche settimana a questa parte la Giunta sembra essersi trincerata per non dover rendere conto di decisioni sciagurate che rischiano di costare alla collettività oltre 100mila euro”.

E ora Coriano Futura intende passare ai fatti: “Trovandosi ora in un vicolo cieco, l’amministrazione comunale sembra intenzionata a portare avanti la sua affannosa arrampicata sugli specchi. In paese già  si vocifera di un possibile ricorso al Consiglio di Stato. Bene, continuiamo pure così: dopo aver dilapidato fior di quattrini in spese legali e avvocati, andiamo pure avanti con questa crociata per difendere scelte amministrative scriteriate. Tanto, alla fine, a pagare sono sempre i cittadini. Il rischio, insomma, è quello di approdare all’ennesima, dispendiosa battaglia legale, bruciando ancora una volta risorse economiche della collettività che potrebbero essere utilizzate per diverse finalità ben più costruttive. Se la coda di paglia non permette al sindaco Ugolini di uscire allo scoperto per giustificare il proprio operato, cosa che un amministratore diligente e coscienzioso sarebbe invece tenuto a fare, noi di Coriano Futura riteniamo invece doverosa e necessaria un’operazione di massima trasparenza su questa delicata partita dell’antenna. Per questo motivo, dopo aver chiesto le dimissioni del primo cittadino, presenteremo un’interrogazione consigliare allo scopo di ottenere gli opportuni chiarimenti su una serie di punti. Anzitutto, vogliamo sapere quale sia stata l’effettiva entità delle spese legali sostenute in questi anni dall’amministrazione comunale  per tutto ciò che attiene la questione antenna. Inoltre, chiederemo aggiornamento sullo stato di attuazione del regolamento comunale in materia di impianti di radiotelefonia. Uno strumento indispensabile e prezioso, che a Coriano è sempre rimasto lettera morta e in presenza del quale – molto probabilmente – non si sarebbe mai arrivati all’odierno empasse. In ultimo, ma non per importanza, chiederemo quali sono le motivazioni che spingono questa amministrazione a perseguire nel presentare ricorso al Consiglio di Stato”.

Sulla questione interviene anche il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti: “È una sentenza che ribadisce quanto emerso dalla risposta ricevuta nel febbraio 2021 dal Ministero dei Beni Culturali in merito all’interrogazione parlamentare che avevo presentato in Senato e che evidenziava gravi responsabilità dell’amministrazione: nonostante  la Rocca Malatestiana fosse sottoposta a disposizioni di tutela dell’interesse artistico, storico, archeologico e etnoantropologico in quanto bene culturale di proprietà di un ente pubblico territoriale, alla Soprintendenza “non è mai stata trasmessa alcuna informazione o richiesta di parere o di autorizzazione né la stessa Soprintendenza è stata mai interpellata in merito al progetto”. Nella risposta all’interrogazione si denunciava inoltre come il Comune di Coriano “non sia dotato di Piano Strutturale che includa misure di tutela archeologica”.

Elementi e accuse inequivocabili a cui l’amministrazione rispose piccata definendo il mio interessamento, nato in seguito ad una richiesta di cittadini, un “gravissimo attacco all’amministrazione” e rivendicando di avere “sempre operato nel pieno rispetto delle norme”. La sentenza dei giorni scorsi del TAR afferma il contrario. Una domanda è legittima: chi pagherà ora? I cittadini?”.

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