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Amministrative. Si presenta Patto Civico: non puntiamo a poltrone ma a cambiare la città

In foto: la presentazione di Patto Civico con Gnassi
la presentazione di Patto Civico con Gnassi
di Redazione   
Tempo di lettura 5 min
Lun 11 Apr 2016 15:50 ~ ultimo agg. 19 Mag 10:45
Tempo di lettura 5 min

Continua la presentazione di liste in vista della tornata elettorale di giugno. Oggi è toccato a Patto Civico con Gnassi che si definisce “la gamba destra nella coalizione” che aspira ad essere nuovamente maggioranza in consiglio. Nella lista (i nomi dei 32 saranno definiti in circa una settimana) figurano anche alcuni ex esponenti proprio del centro destra e tra i suoi consulenti c’è stato l’onorevole Sergio Pizzolante.  L’obiettivo, spiega il portavoce Alessandro Rapone, non è avere ruoli in giunta ma riuscire a cambiare Rimini.

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Le pillole del programma di Patto Civico con Gnassi nella nota diffusa dalla lista

. STAZIONE E FERROVIA: DA BARRIERA A CERNIERA

E’ urgente rompere la barriera storica che divide in due la nostra città.
L’area vasta della stazione e della ferrovia oggi simbolo di divisione e a volte d’ incuria va reinventata. E’ necessario prevedere funzioni nuove affinché quei luoghi diventino la cerniera fra il mare e il centro città, Rimini e il mondo.
Lì possono nascere funzioni amministrative, direzionali, commerciali, logistiche e sportive capaci di unire la città.
Per questo immaginiamo, come primo atto della nuova giunta, un concorso internazionale d’idee fra grandi architetti e urbanisti.

. RINASCITA URBANA: ROTTURA DEI MURI TRA AMMINISTRAZIONE E LIBERO MERCATO

Per una reale rinascita urbana occorre compiere la rivoluzione più importante: è necessario passare dal “non si può fare” al “si può fare”. Deve cambiare l’approccio della struttura amministrativa-burocratica verso i cittadini e le imprese.
Inoltre se si vuol favorire il minor uso del territorio a favore di un progetto di rigenerazione e riqualificazione urbana (residenziale, direzionale, turistica, industriale e sociale) diventa fondamentale mettere in campo incentivi economici e radicali semplificazioni.
Proponiamo:
· revisione sul cambio di destinazione d’uso in relazione a funzioni ed esigenze della società e al mutamento del mercato
· premialità legate alla qualità architettonica ed ambientale
· abbattimento degli oneri urbanistici per i prossimi tre anni su rigenerazione e riuso
· pianificazione ampliamento housing sociale
· agevolazioni per lo sviluppo dell’imprenditoria sociale (terzo settore)

Definiti questi principi è necessario però favorire tutti i progetti di ampliamento e riqualificazione delle imprese, iniziando dalle tante proposte già presentate agli uffici comunali. Parliamo d’investimenti per centinaia di milioni di euro e molti posti di lavoro.
Il miglioramento della qualità urbana del centro e soprattutto delle periferie costituisce la migliore prevenzione per la sicurezza.

La Sicurezza sarà un punto fondamentale del programma, intesa come sicurezza integrata e si sviluppa nella collaborazione fra Stato e imprese. UN NEGOZIO APERTO VALE QUANTO UN PRESIDIO DI ORDINE PUBBLICO. Su questo terreno è fondamentale aumentar il livello di qualità dell’offerta con incentivi e lotta all’abusivismo.

. LUNGOMARE: ROTTURA DI TUTTE LE BARRIERE

Anche qui bisogna passare dal “non si puo fare ” al “si puo fare”.
Anche qui occorre abbattere molte barriere: fra Amministrazione e imprese e all’interno del sistema imprenditoriale, fra bagnini, albergatori, chioschisti, ristoratori e commercianti.
Il lungomare storicamente è stato al centro dell’immaginario descritto da Mons. Tonini e Ligabue.
Edoardo Bennato in un’intervista di qualche giorno fa sui tafferugli di Bagnoli dice: “se ci fossero stati i bagnini romagnoli in poche ore avrebbero trasformato quel luogo da industria siderurgica a turistica”.
Su questa storia e su questi valori occorre fondare una fase nuova d’idee, proposte, investimenti e scommesse, puntando su una alleanza fra pubblico e privato, fra l’amministrazione e le imprese che hanno fatto grande l’offerta turistica-balneare riminese.
Il parco del mare va riempito di contenuti ed eventualmente corretto, in una logica sussidiaria di collaborazione con le imprese.
Proponiamo di chiamarlo Parco del Mare Federico Fellini perché deve essere ancor di più il luogo dell’immaginario e del sogno. Questo è sempre stata Rimini, questo rappresenta nel mondo l’opera di Fellini.
E’ un luogo che va concepito vivo tutto l’anno, non si può più pensare di spegnere la nostra principale fonte energetica per otto mesi.

. INFRASTRUTTURE: CADUTA DEI TABU’

Ai cittadini non interessa che le infrastrutture di sviluppo o di servizio siano a gestione pubblica o privata, ciò che importa è che funzionino al meglio.
Nella storia le società municipalizzate nacquero agli inizi del 900′ per garantire ai cittadini servizi dove non vi erano convenienze di mercato. Oggi è possibile garantire servizi migliori e prezzi adeguati solo se si rende vivo il mercato e si abbattono i monopoli.
La fase dell’investimento prevalentemente pubblico e delle gestioni pubbliche va superata, correlata al mercato e alle possibilità di trovare in esso soluzioni e risposte. E’ un processo che va condotto senza schemi ideologici con intelligenza e determinazione.
Per Areoporto, Fiera e Palazzo dei Congressi occorre pensare a grandi alleanze industriali e strategiche per la dimensione internazionale che Rimini merita.

. WELFARE E SERVIZI PER L’INFANZIA E LA FAMIGLIA : ROTTURA DELLA BARRIERA TRA PUBBLICO E PRIVATO

E’ necessario sviluppare una visione comunitaria, circolare e sussidiaria del welfare, dando vitalità, forza e protagonismo alle imprese sociali e alle associazioni; pari dignità fra pubblico e privato.
Altro punto essenziale riguarda la libertà di accesso (rette equiparate) ai servizi a gestione pubblica o privata, pur tenendo conto delle diversità di reddito delle famiglie.
La gestione dei servizi pubblici può e deve essere fatta da un sistema pubblico o dal privato. Ciò che importa è la qualità dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni pubblici in relazione a una società cambiata nei tempi e nei bisogni.

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