Arriva anche in provincia di Rimini la diffida dell'associazione Altvelox contro l'installazione di autovelox sulle strade provinciali. L'iniziativa è partita dal Veneto dopo un provvedimento della prefettura di Napoli dello scorso 3 marzo, che ha sospeso le autorizzazioni per l’utilizzo degli autovelox disponendo una verifica di conformità ai criteri tecnici introdotti dal decreto interministeriale del 2024. Ora si sta spargendo a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale, con le istanze presentate dal presidente di Altvelox Gianantonio Sottile Cervini.
"La questione - aveva spiegato pochi giorni fa Cervini - non è ideologica e non riguarda un rifiuto dei controlli di velocità. Riguarda, al contrario, la legalità dell'azione amministrativa, la trasparenza dei procedimenti e la validità degli accertamenti che incidono direttamente sui diritti dei cittadini».
Per quello che riguarda Rimini "ALTVELOX comunica di avere trasmesso anche al Prefetto di Rimini un formale invito-diffida con richiesta di immediata sospensione in autotutela del decreto prefettizio fasc. n. 38/2025, recante autorizzazione all’installazione e all’utilizzo dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni degli artt. 142 e 148 del Codice della Strada nel territorio provinciale".
Il decreto prefettizio 38/2025 in particolare riguarda l'installazione di 12 autovelox senza l'obbligo di contestazione immediata: 4 nel comune di Rimini (tre già da tempo esistenti e il nuovo su via Melucci che entrerà in funzione il 19 marzo), 2 nel comune di Riccione (sulla via Flaminia e sua via Veneto all'incrocio con via Murano), 1 nel comune di Misano sulla statale 16, 2 a Coriano (entrambi sulla SS72 nelle due direzioni di marcia), 2 nel comune di Cattolica, entrambi sulla statale uno nel centro urbano l'altro fuori e 1 a San Giovanni in Marignano sulla sp 17 fuori dal centro abitato.
Per Altvelox non è sufficiente una affermazione generale di conformità tecnica o una ricognizione delle postazioni autorizzate per ritenere dimostrato il pieno e documentato rispetto dei presupposti normativi e tecnici oggi richiesto. La richiesta dell'associazione è che vengano impartite agli enti proprietari delle strade, ai Comandi di Polizia Locale e agli organi accertatori le necessarie disposizioni affinché siano disattivate e, ove non conformi, disinstallate sino all’adeguamento tutte le postazioni fisse o comunque utilizzate in contestazione differita eventualmente ricomprese nelle tratte oggi mantenute in vigore dal quadro prefettizio provinciale. Viene anche richiesto di fornire riscontro scritto e motivato entro 10 giorni dal ricevimento della diffida.
Le motivazioni da cui deriva la diffida:
"Dal decreto - scrive Cervini - risulta che la Prefettura ha richiamato il D.M. 11 aprile 2024, le verifiche sui tratti già individuati col decreto del 22 agosto 2007, la riunione dell’Osservatorio provinciale del 23 maggio 2025, le note tecniche della Polizia Stradale del 6 e 10 giugno 2025, il precedente decreto n. 37217 del 17 giugno 2025, la successiva riunione del 16 gennaio 2026 e ulteriori valutazioni tecniche del 20 novembre 2025 e del 12 gennaio 2026".
Ma "il provvedimento, per quanto dettagliato nella parte ricognitiva e nell’indicazione delle postazioni, non rende pubblicamente ostensibile, in forma analitica, completa e verificabile, la documentazione istruttoria integrale relativa ai dati di incidentalità, alle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico, alle velocità operative, ai pareri conformi degli enti proprietari, nonché agli atti attestanti il concreto adeguamento dei dispositivi già installati ai criteri imposti dall’Allegato A del D.M. 11 aprile 2024"