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All’Infermi riuscito un delicato intervento su neonato affetto da rara malattia

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 28 Gen 2012 15:00 ~ ultimo agg. 15 Mag 11:23
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Il delicato intervento è avvenuto nel settembre scorso dopo che i controlli prenatali avevano evidenziato la patologia: il bimbo, che alla nascita (indotta dopo 38 settimane) pesava 2 chili e 150 grammi ed era lungo 46 centimetri, è stato subito intubato e stabilizzato. L’operazione, per evitare rischiosi trasferimenti, è stata effettuata direttamente nel reparto di terapia intensiva neonatale. Nei giorni scorsi i medici hanno nuovamente visitato il bimbo e le condizioni lasciano pensare che la malformazione non avrà ripercussioni future.

La nota stampa dell’Ausl

Si è svolto nel mese di settembre 2011, all’Ospedale “Infermi” di Rimini, un delicato intervento chirurgico su un bimbo appena nato, ed affetto da ernia diaframmatica congenita, una patologia rara (colpisce un neonato ogni cinquemila) e per la quale la mortalità è ancora di uno su due.
Intervento realizzato non in sala operatoria ma all’interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale (Tin), appositamente allestito, per ridurre i rischi legati all’uscita del piccolo paziente dalla Tin, che per queste patologie sono altissimi. E che è stato reso possibile da una forte integrazione e strettissima collaborazione tra gli operatori della Ostetricia Ginecologia (direttore, dottor Giuseppe Battagliarin), Terapia Intensiva Neonatale (Gina Ancora), Chirurgia Pediatrica (Silvana Federici), Anestesia Rianimazione (Amedeo Corsi), delle sale operatorie (hanno partecipato il dottor Gianfranco Montanari, gli infermieri Idalgo Nicolini e Lella Nicolini).

Nel corso degli esami pre-parto i medici dell’Ospedale Infermi di Rimini hanno riscontrato che il piccino era affetto dalla grave malformazione, che causa la crescita degli organi addominali all’intero del torace comprimendo e impedendo ai polmoni di svilupparsi. I professionisti si sono dunque consultati per studiare il caso, valutando ogni passaggio successivo al parto e accordandosi sul periodo in cui indurlo. Il piccino è venuto alla luce il 30 agosto all’età gestazionale di 38 settimane. Pesava 2.150 grammi e misurava 46 centimetri. E’ stato immediatamente sedato, intubato e sottoposto ad una particolare forma di ventilazione, definita ad alta frequenza, per mantenerlo in vita. Stabilizzatolo, i medici hanno deciso di effettuare l’indomani l’intervento chirurgico. Ma in questi casi uno dei momenti di maggior rischio è il trasporto dei piccini dalla Tin alla sala operatoria, proprio per l’interruzione di tale ventilazione, che può creare un forte stress respiratorio. Si è dunque valutato di effettuare l’intervento direttamente in Tin, nel letto chirurgico del reparto, dopo averlo debitamente attrezzato: anestesisti, personale di sala operatoria, l’equipe della chirurgia pediatrica si sono spostati in Tin.

La dottoressa Federici ha provveduto a riposizionare l’apparato intestinale in addome e ha suturato il diaframma, le cui scarse dimensioni hanno reso necessario l’utilizzo di una pastiglia sintetica. I neonatologi hanno continuato la gestione del delicato periodo post-operatorio in terapia intensiva neonatale, con la vicinanza pressochè costante dei genitori; una settimana dopo il piccino è stato estubato e un mese dopo ha potuto lasciare l’ospedale. Nei giorni scorsi è stato nuovamente visto dai medici dell’”Infermi” per controlli e le sue condizioni lasciano pensare che la malformazione non avrà ripercussioni future.

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