Al referendum costituzionale vittoria per il no. I commenti
La vittoria del no è un risultato che la politica legge alla luce del quesito referendario ma, in molti casi, anche della situazione politica più in generale.
"Se la presidente Meloni non lo aveva presente forse era l'unica italiana a non averlo presente: tutti i precedenti di modifiche così impattanti e unilaterali hanno politicizzato e anche in questo caso ovviamente si è politicizzato, e gli italiani hanno dato una risposta molto chiara". Così all'Agenzia Dire il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale, che ravvisa nella esposizione personale della premier una delle ragioni dell'affluenza molto alta e anche dell'esito del referendum sulla giustizia. "La scelta fatta legittimamente dalla presidente del Consiglio negli ultimi giorni di chiedere una sorta di voto anche su di sé- afferma de Pascale- ha portato sicuramente più persone a votare. Ha portato sicuramente anche dei sostenitori della presidente del Consiglio, ma ovviamente ha portato al voto anche che aveva una tesi opposta, oppure ha spronato tutti a documentarsi ulteriormente. Però è chiaro che la scelta di fare una riforma unilaterale politicizza"
Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad: "Il dato più importante che emerge da questo referendum è la partecipazione al voto, superiore e non di poco rispetto a tutte le analisi e forse alle stesse attese di tutti i partiti. Al di là dell’esito finale, l’affluenza è l’aspetto più rimarchevole, e alla fin fine più importante e positivo per il Paese. Rimini ha chiuso con una percentuale di votanti del 64.59% e l'Emilia Romagna con il suo 66.67% ha dato un contributo eccezionale all'aumento dell'affluenza nazionale.
Anche nelle realtà locali questo voto ha mosso molti giovani: questo è un elemento molto interessante su cui riflettere, non tanto rispetto alla domanda ‘cosa avranno votato?’, ma su quali leve profonde abbiano mobilitato ragazze e ragazzi in misura superiore al passato e a quanto atteso.
E probabilmente a questo inatteso booster del voto giovanile si deve una buona parte della rimonta e del successo del No, che nel Comune di Rimini ha superato il 54%. Così come alla straordinaria mobilitazione dei Comitati, che ringrazio, così come dei professionisti che hanno voluto mettere in chiaro che i fondamenti istituzionali non possono essere soggetti a qualsiasi partito o forme di pressione. Questa partecipazione popolare, questa mobilitazione fatta in tutte le città d’Italia, grandi e piccole, e incardinata nella spiegazione del merito del referendum ha avuto la meglio su una comunicazione della premier e dei partiti di maggioranza molto più sommaria e generica, per così dire. È un segnale che, pur nelle difficoltà, c'è fiducia in Istituzione fondamentale per la tenuta del Paese quale la magistratura. È indubbiamente un successo del centrosinistra e di chi ha a cuore la nostra Costituzione".
Roberto Biagini, portavoce riminese del comitato Avvocati per il no: "È stata una vittoria che la società civile, scesa in piazza per difendere la Costituzione, dedica ai padri costituenti e a tutti quei servitori dello Stato morti sul campo per difendere la nostra libertà".
Emma Petitti, consigliera regionale del Partito Democratico: «Davvero una bella giornata per la democrazia.
Abbiamo fermato una riforma dannosa, che avrebbe assoggettato la magistratura al potere politico senza risolvere un solo problema reale della giustizia: organici insufficienti, processi troppo lunghi, mancanza di investimenti. Era il primo tassello di un disegno più ampio di questa destra, che punta a riscrivere gli equilibri costituzionali. Sarebbe bello che il Parlamento tornasse ad avere un ruolo centrale: le riforme non si fanno a colpi di maggioranza, ma confrontandosi davvero.
Gli Italiani hanno capito e, con una partecipazione altissima, hanno mandato un segnale chiaro a un Governo che voleva cambiare la Costituzione da solo, con una campagna segnata da semplificazioni e arroganza. La segretaria Schlein ha avuto la lucidità di mettersi per prima in campo, e tutto il PD ha lavorato con coerenza per il No. Un grazie sincero va alle volontarie e ai volontari, ai comitati del centrosinistra e alle realtà civiche che hanno animato questa mobilitazione straordinaria. In queste settimane ho attraversato l’Emilia‑Romagna – da Ferrara a Parma, da Bologna a Imola, da Lugo alla nostra provincia di Rimini – incontrando persone, ascoltando, spiegando le ragioni del No. Ho visto una comunità viva, consapevole, che non si rassegna.
Questo voto non è solo un risultato: è un metodo. Le riforme si fanno con le persone, non sulle persone. E ci dice che le priorità del Paese sono altre: caro vita, lavoro di qualità, sanità pubblica, politica industriale, una posizione europea più netta nella ricerca della pace.
Questa mobilitazione eccezionale consegna al centrosinistra un messaggio preciso: c’è un’alternativa possibile e credibile. Ci siamo, e ci saremo con ancora più convinzione per radicare questa alternativa nel Paese.».
Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti: "Un risultato straordinario, reso ancora più significativo e rilevante da una affluenza democratica incredibile, che indica come in questo Paese il vento stia davvero cambiando.
Fino a qualche settimana fa la vittoria schiacciante del SÌ appariva scontata, non in discussione, ma i cittadini hanno compreso cosa ci fosse in gioco: il tentativo di una certa politica e dei potenti vicini ad essa di garantirsi l’impunità, di poter essere al di sopra della legge scardinando la nostra Costituzione.
La destra ha trattato gli elettori come idioti, muovendo a reti unificate la sua imponente macchina mediatica per raccontare menzogne ma i cittadini hanno capito, hanno capito eccome, e la mobilitazione popolare per il NO è stata una risposta fragorosa e netta; sembra la stessa energia inarrestabile, trainata dai giovani, che ha fatto scendere in piazza milioni di persone contro la guerra e contro la complicità del governo Meloni verso il genocidio di Gaza.
Questa destra arrogante e pericolosa che pensava, forte del risultato alle elezioni del 2022, di essere nelle condizioni di fare quello che voleva ora sa che la Costituzione è un argine invalicabile per chi vuole calpestarne i valori e che i cittadini non glielo permetteranno.
Con il sostegno e l’entusiasmo di tanti cittadini e giovani che in queste settimane ci hanno avvicinato, unendosi in questa battaglia per la giustizia contro l’arroganza, lotteremo ancora più duramente per mandare a casa questo governo illiberale, pericoloso e incapace.”
Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia: “Forza Italia è stato il partito che più di tutti ha creduto in questa battaglia, impegnandosi al massimo, a livello nazionale e territoriale, per sostenere le ragioni del Sì. Anche in Emilia-Romagna abbiamo messo in campo una mobilitazione straordinaria, ampia e capillare, che desidero ringraziare con sincera gratitudine.” “In queste settimane ho voluto essere presente in tutte le province della regione, partecipando direttamente a oltre 20 convegni, incontri pubblici e momenti di confronto. Da Forlì a tutto il territorio emiliano-romagnolo abbiamo costruito un dialogo costante con cittadini, amministratori e professionisti.” “Una mobilitazione forte e partecipata, con il coinvolgimento dei principali esponenti nazionali del partito – da Tajani a Gasparri, da Mulè a Sisto, fino al ministro Pichetto Fratin – e con il contributo fondamentale di tanti volontari, attivisti e cittadini che si sono spesi con passione per una giustizia più equa.
“Il risultato non cambia la realtà: la necessità di una riforma della giustizia resta sul tavolo ed è stata riconosciuta da tutti durante la campagna referendaria. Per questo il nostro impegno non si ferma qui. Continueremo a lavorare, in Parlamento e nei territori, per costruire una giustizia più giusta, efficiente e garantista, nel rispetto delle istituzioni e con spirito di dialogo. Forza Italia proseguirà con determinazione il proprio lavoro per il Paese, forte del mandato ricevuto dagli elettori.”











