Al bar per un chiarimento col datore di lavoro della compagna, pestato a sangue
Si era recato nel locale per un chiarimento con il datore di lavoro della sua compagna, ma appena entrato è stato pestato a sangue da alcuni dipendenti. Per quell'aggressione, avvenuta la notte del 29 aprile 2023, in un noto bar di Riccione, sono finiti a processo davanti al tribunale monocratico di Rimini il titolare del locale, un 40enne residente nella Perla Verde, suo cugino e un dipendente (tutti difesi dall’avvocato Stefano Caroli), chiamati a rispondere di lesioni aggravate. Altri due dipendenti, invece, hanno definito la loro posizione attraverso la messa alla prova. Vittima del pestaggio un 62enne pugliese, infastidito dai messaggi e dalle avences che il titolare del bar rivolgeva alla sua compagna, una donna di 48 anni che all'epoca dei fatti lavorava ancora nel locale.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il pugliese decise di recarsi ad orario di chiusura nel bar mettere fine a questa spiacevole situazione. Solo che appena entrato, verso l'una e mezza di notte, sarebbe stato aggredito da più persone. Dopo essere stato tramortito con un colpo alla testa con un vassoio di porcellana, ha riferito di essere stato preso a calci e pugni da più soggetti mentre era terra. Uno di questi impugnava persino una mazza da baseball. Un pestaggio in piena regola che gli costò alcune fratture costali ed ecchimosi varie, per una prognosi di 20 giorni.
Stando a quanto emerso in fase d'indagine, alcuni dei presunti aggressori avrebbero poi chiesto scusa alla vittima, spiegando di aver agito senza sapere realmente chi fosse. Alcuni di loro lo avrebbero scambiato addirittura per un malintenzionato, essendo entrato a locale chiuso e con fare minaccioso. Il titolare, invece, pur ammettendo i contrasti personali con il compagno della dipendente, ha sostenuto non solo di non aver mai preso parte al pestaggio, ma di non averlo neppure ordinato, come invece continuerebbe a sostenere il 62enne.










