Indietro
menu
Newsrimini Rimini

Aeroporto. 10mila passeggeri dal giorno del fallimento, l’intervento di Fiavet

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 12 Dic 2013 13:42 ~ ultimo agg. 17 Mag 00:01
Tempo di lettura 2 min

L’aeroporto, dopo il via libera dell’Enac e in attesa del bando europeo, proseguirà la propria attività in esercizio provvisorio almeno fino al prossimo giugno.
In questi giorni sia il cda Aeradria che alcuni creditori hanno presentato ricorso contro la sentenza di fallimento.

Intanto nei giorni scorsi c’è stata una missione in Russia per rassicurare gli operatori dopo alcune voci di compagnie intenzionate a guardarsi intorno alla ricerca di nuovi scali.

Proprio oggi sul fallimento di Aeradria interviene il presidente provinciale della Fiavet Giovannino Montanari che, pur riconoscendo quanto fatto dal settore pubblico per le infrastrutture principali del territorio (aeroporto, palas e fiera), evidenzia l’attuale impossibilità degli Enti di proseguire nel sostegno in prima persona.
“Non esistono più margini di investimento – spiega – né la gestione sembra particolarmente adatta al personale politico. E’ necessario responsabilizzare al massimo la “guida” di tali grandi imprese, arrivando in tempi brevi alla loro privatizzazione.”
“Quello che è accaduto ad Aeradria – prosegue – dimostra che l’apporto dei privati aveva contribuito al rilancio del movimento aeroportuale, giungendo a grandi risultati sul mercato russo (il cui indotto nel 2011 ha sfiorato il miliardo di euro, secondo una ricerca commissionata dalla Provincia, con 335 milioni di euro di spese dei turisti russi in primo luogo). Ma l’apporto dei privati, in un sistema misto come quello realizzato in Aeradria non può funzionare a dovere: non sono e non erano chiare e nette le responsabilità economiche di entrambe le parti.”
“Bisogna ricominciare con il piede giusto
– conclude – facendo tesoro della grande esperienza accumulata in questi anni: privilegiando il rapporto con le compagnie aeree e con i tour operator. Non si conquistano, o riconquistano, i “mercati più distanti” senza un rilancio del nostro sistema agenziale, di quel sistema agenziale – troppo a lungo sottovalutato – composto dai tour operator che si occupano dell’ incoming.”

Altre notizie