Aeroporti. Ryanair continua a puntare su scali no council tax e frena su Bologna
Dopo aver incassato l'abolizione della council tax sugli aeroporti di Forlì, Rimini e Parma, Raynair spinge l'acceleratore della crescita tre scali minori dell'Emilia-Romagna e tira il freno a mano su Bologna. Una scelta, assicurano l'amministratore delegato, Eddie Wilson, e il direttore Airports and Commercial Finance della compagnia irlandese, Ray Kelliher, che non è legata alla mancata cancellazione della tassa comunale per il Marconi, anche se un analogo provvedimento che riguardasse il Marconi sarebbe sicuramente assai gradito al vettore low cost e stimolerebbe nuovi investimenti anche sul Marconi. "La riduzione della capacità non è legata tanto alla tassa municipale quanto proprio all'infrastruttura", puntualizza Kelliher nel corso della presentazione alla stampa del "più grande operativo estivo di sempre per l'Emilia-Romagna" (5,3 milioni di posti, +5%), legato proprio all'espansione delle rotte su Rimini, Parma e Forlì. Insomma, il problema di Bologna è per lo più legato ai cantieri di ampliamento e riqualificazione dell'aerostazione che hanno creato disagi in passato e che hanno indotto l'Enac a decretare per il Marconi lo status di aeroporto 'coordinato', costringendo la società ad adeguare il numero di passeggeri in transito alla reale capacità dell'infrastruttura di accoglierli. "E' molto difficile espandere un aeroporto e gestire i passeggeri nei tempi", osserva Wilson, parlando all'agenzia 'Dire'
"Le persone devono avere lo spazio sufficiente per entrare in aeroporto, effettuare il check-in dei bagagli e, a giudicare da alcuni commenti di stamattina, è chiaro che non è così. Un aeroporto deve avere la capacità di far crescere le rotte, è molto, molto importante. Bologna è il capoluogo dell'Emilia-Romagna, è il cuore industriale di questa regione, ma ha bisogno di sistemare il suo aeroporto", ammonisce il manager. "Ryanair avrà molta capacità in arrivo nei prossimi anni. Abbiamo una lunga relazione con Bologna" ma, insiste Wilson, "devono rendere l'Aeroporto più efficiente".
Se poi arrivasse anche l'agognata abolizione della council tax, questo sicuramente invoglierebbe ancora di più Ryanair ad investire. "Speriamo che si possa estendere anche a Bologna la riduzione della tassa comunale, perché è un ostacolo alla crescita. Questa combinazione tra la capacità dell'Aeroporto di Bologna e la riduzione della tassa comunale ci permetterà di tornare a crescere in tutti gli aeroporti dell'Emilia Romagna, non solo a Parma, Forlì e Rimini", assicura l'amministratore delegato della compagnia.
L'Emilia-Romagna, come ha ribadito il presidente Michele de Pascale solo pochi giorni fa, ha l'ambizione di far volare dai quattro scali regionali 20 milioni di passeggeri. "Non c'è motivo per cui l'Emilia-Romagna non possa crescere in modo sostanziale. Ryanair ha dimostrato cosa può fare in Italia e sono fiducioso che possiamo crescere in tutti gli aeroporti della regione. Ma questo non significa che si debba avere un aeroporto efficiente e sembra che ci siano alcune problematiche a Bologna che devono essere risolte. Ma come si dice, tutto dipende dalla Regione. Ryanair fa la sua parte tenendo basse le tariffe per portare più persone qui", afferma Wilson.
Ryanair si presenta all'appuntamento con l'estate con 5,3 milioni di posti (+5%) su 83 rotte totali. A seguito dell'abolizione della tassa municipale (6,5 euro a passeggero), la compagnia assicura che garantirà 700.000 passeggeri (+50%), nove nuove rotte e 445 posti di lavoro nei tre scali minori. Delle 83 rotte complessive operate dal vettore irlandese, 63 sono a Bologna, tre a Forlì (con due nuovi collegamenti per Cagliari e Londra Stansted), cinque a Parma (con anche Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted) e 12 a Rimini (incluse Breslavia, Manchester, Colonia e Catania). Nel complesso, Ryanair conta di far volare da e per gli aeroporti regionali oltre 7 milioni di passeggeri all'anno, cinque solo quest'estate. "La decisione del presidente de Pascale favorevole alla crescita garantirà tariffe più basse, più rotte e maggiori opportunità per il turismo e una connettività più forte per l'Emilia-Romagna", assicura l'ad.
"Chiediamo al governo italiano di seguire l'esempio di Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia-Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna e di abolire l'addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani.
Ciò consentirebbe a Ryanair di garantire una crescita ancora maggiore per l'Italia, inclusi 40 aeromobili aggiuntivi, un investimento di quattro miliardi di dollari, 20 milioni di passeggeri in più all'anno, oltre 250 nuove rotte e 15.000 nuovi posti di lavoro", insiste Wilson.
Per quanto riguarda la stagione invernale, la compagna punta a confermare le rotte annunciate per l'estate. "Gli aeroporti che ho individuato, che sono competitivi sui costi di accesso, hanno molte più possibilità di attrarre più traffico. La concorrenza in Europa aumenterà sempre di più quest'inverno perché i prezzi del carburante, pur essendo diminuiti, saranno comunque più alti rispetto all'anno scorso", prevede il manager. "Questo significa che il costo che conta davvero è quello di accesso all'aeroporto, e questo determinerà dove si dirigerà il traffico. L'Italia è il nostro mercato più grande, un mercato importante per noi, e molti aeroporti italiani sono in competizione per quel traffico.
Quindi, mantenete bassi i costi è la chiave", avverte Wilson.










