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Aeradria. Vitali: sereno ma troppe ‘stranezze’. Gnassi: da sempre trasparenza

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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“Se le accuse – scrive Vitaliriguardano iniziative prese negli anni scorsi per garantire l’attività dell’aeroporto di Rimini, saprò nei tempi e nelle sedi opportune spiegare la liceità e la giustezza degli atti e dei comportamenti.” Il presidente della provincia, che annuncia anche di nominare come legale l’avvocato Moreno Maresi, si dice anzi sollevato dalla “possibilità di illustrare i fatti e confutare teoremi dopo almeno otto mesi di voci e insinuazioni fatte circolare all’evidente scopo di ‘preavvisare’ persone, con un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del nostro territorio finita drammaticamente nel mezzo a questo minuetto quale ‘danno collaterale’.” Per Vitali “quanto è accaduto ieri non è che l’ultimo atto di una lunga recita fatta di segnali di fumo, avvertimenti ‘a mezzo stampa e a mezzo fotografia’”. “Nulla di non atteso – conclude – ma che purtroppo consolida l’idea di una anomalia di fondo della vicenda; stranezze sulle quali in troppi fanno finta che niente stia accadendo.”

Sulla stessa linea l’intervento del sindaco Gnassi, che non nasconde “Lo stupore e sinceramente un po’ di sconcerto” per avere appreso la notizia solo dalla stampa.
Difficile, al momento, altro “se non ribadire che affronterò con la massima serenità questa situazione. I valori che mi hanno guidato nella mia vita personale e politica mi hanno sempre portato al rispetto delle norme ed a impegnarmi onestamente per il bene pubblico”.
Nello specifico della questione: “Sono tranquillo innanzitutto perché sono convinto della correttezza degli atti amministrativi adottati. In secondo luogo, sono tranquillo perché l’impegno che abbiamo profuso negli ultimi anni – da parte mia come sindaco e più in generale dalla collettività – è stato, è e sarà esclusivamente finalizzato alla difesa di una infrastruttura strategica qual è l’aeroporto di Rimini. Abbiamo sempre agito con la massima trasparenza, per raggiungere un obiettivo condiviso da tutti, ovvero salvaguardare un’infrastruttura che non rappresenta un simbolo, ma genera economia, indotto, porta centinaia di migliaia di arrivi e milioni di presenze sul nostro territorio e senza la quale avremmo migliaia di posti di lavoro in meno, gente per strada e imprese chiuse”.

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