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pauroso incidente

Accusati di gareggiare in Porsche sulla Consolare, assolti i conducenti

In foto: La Porsche Boxster Spider che causò la carambola (foto Migliorini)
La Porsche Boxster Spider che causò la carambola (foto Migliorini)
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 3 min
Mar 24 Gen 2023 16:31 ~ ultimo agg. 30 Mag 05:59
Tempo di lettura 3 min

Erano a processo per gareggiamento in velocità su strada pubblica. Due tedeschi di 46 e 57 anni, che il 16 maggio del 2018, mentre erano alla guida delle loro rispettive Porsche causarono un pauroso incidente sulla Consolare per San Marino, sono stati assolti questa mattina (lunedì) dal tribunale monocratico di Rimini per insufficienza di prove.

Erano circa le 20.30 quando i due conducenti, che facevano parte di un nutrito gruppo di partecipanti tedeschi alla Mille Miglia, arrivati all’altezza del casello di Rimini Sud si staccarono dagli altri connazionali e si diressero verso San Marino. All’altezza dell’incrocio con via della Gazzella, però, scattò il semaforo rosso. Il 57enne, alla guida di una Boxster spider, tirò dritto centrando in pieno una Seat Ibiza che si stava immettendo dalla via laterale. Nel terribile impatto il bolide finì nella corsia opposta terminando la sua corsa contro un suv Honda CRV. L’altra Porsche, la Cayman guidata 46enne, riuscì ad evitare per poco l’impatto invadendo solo parzialmente l’incrocio.

A inguaiare i due tedeschi fu la testimonianza di una donna che quella sera si trovava in auto proprio al momento dell’incidente. Fu lei a raccontare agli agenti della Stradale, intervenuti per i rilievi, di aver assistito ad una specie di gara tra le due Porsche, che a folle velocità si sarebbero sorpassate più volte zigzando tra le altre vetture. Le due auto sportive, del valore di oltre 100mila euro l’una, furono poste sotto sequestro, mentre i conducenti accusati di gareggiamento in velocità su strada pubblica. Due le persone ferite che furono trasportate all’ospedale Infermi.

Dopo essere stati rinviati a giudizio, gli imputati, difesi dagli avvocati Paolo Righi e Pericle Tajariol, martedì mattina sono stati assolti. I loro legali hanno incentrato la difesa sulle testimonianze degli altri conducenti del gruppo, che hanno negato ci sia mai stata una gara, oltretutto su una strada a quell’ora parecchio trafficata, e sulla perizia svolta dai consulenti di parte, secondo i quali, dall’analisi dei segni di frenata sull’asfalto e dalla traiettoria di collisione, le due Porsche non potevano essere appaiate (particolare che avrebbe invece avvalorato la tesi della gara), ma una dietro l’altra. Non solo, la Boxster al momento dell’impatto con la Seat viaggiava intorno ai 90 chilometri orari, una velocità ritenuta dagli avvocati non sufficiente per ipotizzare una sfida in atto, considerato anche il potenziale dei due bolidi. Altro elemento sollevato dalle difese la brevità del tratto di percorrenza, appena 450 metri, in cui le Porsche avrebbero compiuto la serie di sorpassi azzardati descritti dalla testimone.

Con la sentenza di assoluzione, per la quale si era espresso favorevole anche il pm, la Porsche Cayman, rimasta sequestrata fina ad oggi e che in caso di condanna sarebbe stata confiscata, è stata restituita al 46enne. La Boxster, invece, venne dissequestrata poco dopo il provvedimento poiché risulto di proprietà non del 57enne, che all’epoca era alla guida, ma della madre.

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