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Su Fragheto e le altre stragi

In uscita il 24 aprile il settimo episodio del podcast "Rimini in guerra"

In foto: La locandina dell'iniziativa
La locandina dell'iniziativa
di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mer 22 Apr 2026 14:15 ~ ultimo agg. 14:32
Tempo di lettura 6 min

Il 25 aprile celebra la Liberazione e ricorda i sacrifici di quanti persero la vita nella lotta per la libertà. In primis furono i partigiani, ma furono tante anche le morti di civili che si trovarono al centro dello scontro tra partigiani, da una parte, e fascisti e tedeschi dall’altra, nei territori attorno alla linea Gotica. Il settimo episodio della serie podcast “Rimini in guerra 1943-1945”, in uscita il 24 aprile, racconta le loro storie.

A partire dalle vittime della strage di Fragheto, frazione di Casteldelci, in cui persero la vita trenta persone. Una strage, avvenuta il 7 aprile 1944, che ha faticato ad entrare nell’armadio della memoria riminese. Lo ha fatto innanzitutto, anni dopo i fatti, attraverso le memorie raccolte dai maestri della zona e poi arrivate a Rimini nella condivisione durante le colonie estive organizzate dal centro educativo italo svizzero. Un progetto a cura di Biblioteca Civica Gambalunga e Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Rimini. Cura autoriale, coordinamento editoriale, montaggio e sound design di Gruppo Icaro.

La serie Rimini in guerra racconta gli eventi che hanno interessato la città di Rimini – tra le più bombardate in Italia – durante il secondo conflitto mondiale. Dal primo bombardamento, il 1° novembre 1943, allo sfollamento, alle storie dei partigiani e partigiane riminesi, fino alla liberazione del 21 settembre 1944, passando per gli sforzi per la salvaguardia del patrimonio storico-artistico della città, fino agli anni della ricostruzione: che a Rimini convive fino al 1947 con la presenza di Enklave, il campo dei prigionieri di guerra. Un podcast narrativo, composto da testimonianze e ricostruzioni ripercorrendo i fatti sotto la guida degli storici che hanno curato le diverse puntate: Andrea Santangelo, Patrizia Di Luca, Maurizio Casadei, Oriana Maroni, Alessandro Agnoletti, e, in questo settimo episodio, Antonio Mazzoni e Daniele Susini. “Avevo sette anni e mezzo ma ricordo bene la scena: le donne col cuore spezzato dalla rabbia e dal dolore si buttano giù per la discesa per dare un ultimo abbraccio ai corpi ancora caldi dei loro uomini, che sono lì in fila in un lago di sangue”. Sergio Micheli, figlio oggi ottantottenne di una delle vittime della strage di Gattara di Casteldelci del 25 luglio del 1944,  è la testimonianza più emozionante del podcast. Il padre di Sergio, Angelo, non era un partigiano, ma un civile padre di quattro figli più uno in arrivo, ammazzato con altri quattro per vendetta dopo la presunta uccisione nella zona di un soldato slovacco appartenente all’esercito tedesco. Quell’episodio, raccontato con grande lucidità a ottant’anni dai fatti, è destinato a segnare la vita di Sergio e di tutta la sua famiglia. Lo stesso accade per i parenti delle altre vittime, uccise perché accusate di essere conniventi coi partigiani in un territorio trovatosi al centro del conflitto, per la vicinanza alla linea gotica, o perché renitenti al reclutamento nelle milizie fasciste. Questo settimo episodio della serie esce a quasi un anno di distanza dall’episodio numero sei, che aveva raccontato l’Enklave, il campo per prigionieri tedeschi costruito a Rimini mentre la guerra si spegneva.

A riportarci dentro il conflitto in questo settimo episodio sono appunto gli storici Antonio Mazzoni e Daniele Susini, autori di volumi che hanno mappato e ricostruito le testimonianze di quei fatti di sangue avvenuti mentre la guerra viveva una svolta cruciale - con l’avanzata degli Alleati verso nord e le truppe tedesche e i militi fascisti sempre più stretti e più incattiviti anche verso la popolazione civile - e scoperti a conflitto concluso. Il podcast accoglie testimonianze audio dei sopravvissuti raccolte negli anni ’80 e ’90 da appassionati di storia locale che hanno avuto l’intuizione, prima ancora delle istituzioni locali, di capire che quella memoria non andava dispersa. 

Pesantissimo il bilancio delle stragi che hanno devastato il territorio alla confluenza delle province di Rimini, Forlì e Pesaro. Oltre centodieci i civili uccisi e più di venti i partigiani. I villaggi di Fragheto e Tavolicci sono dati alle fiamme e numerosi capi di bestiame vengono razziati. Una settantina sono i giovani e gli adulti deportati in Germania per il lavoro coatto. Tutto questo accade mentre il secondo conflitto mondiale infuria in Europa e nel mondo da ormai cinque anni e dopo l’8 settembre 1943 le truppe germaniche si insediano in Italia come esercito occupante, con i militari tedeschi che hanno maturato ampie e devastanti esperienze di guerra ai civili sul fronte orientale e, agli ordini del maresciallo Kesselring, le applicano con feroce determinazione sul territorio italiano. Nel nostro comprensorio la guerra contro i civili inizia nella primavera del 1944, quando le truppe tedesche dello Sturm-Bataillon “OB Südwest” unitamente al battaglione “Venezia Giulia”, della Guardia Nazionale Repubblicana, mettono in atto un rastrellamento per eliminare le Brigate partigiane - la V e la VIII Garibaldi - attive nelle zone circostanti alla Linea gotica, ormai dominio dei “ribelli”. Gli abitanti di quelle contrade vengono considerati indistintamente collusi con i combattenti partigiani e trattati di conseguenza. Nelle prime giornate di aprile si consuma la strage di Fragheto che provoca la morte di 46 persone, tra civili inermi e partigiani prigionieri. La furia nazi-fascista prosegue e si conclude alla fine dell’estate 1944 con nuovi protagonisti: il IV battaglione di polizia italo-tedesco e la famigerata Legione Tagliamento della GNR. Sono colpite le località di Tavolicci con oltre sessanta vittime civili, quelle di Gattara, Pennabilli, Lamone, Schigno, Balze e Sant’Agata Feltria.

La memoria di quei tragici eventi resterà scolpita per sempre nella mente dei superstiti e rivive nel Museo di Casteldelci, nelle case museo di Fragheto e Tavolicci e nei pannelli illustrativi disseminati sulle pendici e nelle valli dei nostri Appennini.

Appuntamento per un primo ascolto collettivo dell’episodio del podcast venerdì 24 aprile alle 17.30 alla cineteca di Rimini. Il podcast Fragheto e le stragi nazi-fasciste nell'entroterra riminese, settimo episodio della serie “Rimini in guerra 1943-1945” prodotto dal Gruppo Icaro per il Comune di Rimini, verrà presentato da Antonio Mazzoni e Daniele Susini, alle ore 17.30 nella Sala della Cineteca della Biblioteca Gambalunga di Rimini - via Gambalunga 27.

La presentazione sarà preceduta dall’intervento musicale Una canzone per la Resistenza di Sara Jane Ghiotti (voce e arrangiamenti) con Giulia Lazzarini (viola). Ingresso libero.

Subito dopo, come per gli altri episodi della serie, sarà pubblicato su spotify e nella sezione podcast della piattaforma icaroplay.it

Il progetto è a cura di Biblioteca Civica Gambalunga e Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Rimini. Per Gruppo Icaro, Serena Saporito: collaborazione alla scrittura; Matteo Munaretto: montaggio e sound design; Cristina Gambini: coordinamento di produzione. 

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