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Abbattere le barriere per avere paesaggi migliori. Nasce Arpat

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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L’associazione, nata quest’anno concretizzando il lavoro partito da un convegno del 2002 a Rimini, vuole creare un nuovo modo di progettare le città, integrando le varie competenze, quelle di architetti, ingegneri, urbanisti, geologi, agronomi fino ai medici, per arrivare a un modo più razionale di pensare il paesaggio. Una necessità primaria soprattutto per zone a forte edificazione come la Provincia di Rimini, ha ricordato Antonio Paolucci, Soprintendente al Polo Museale Fiorentino ed ex Ministro ai Beni Culturali, ospite oggi del Convegno “Degrado del paesaggio e complessità teritoriale” ai Musei Comunali di Rimini. Ed é proprio un centro dell’entroterra riminese, Saludecio, che per primo ha aderito alla proposta dell’Associazione. Dopo avere affidato all’Università di Firenze il piano di recupero dei borghi di Cerreto e Meleto, i cui lavori sono già partiti, ora il centro della Valconca si affida agli esperti per far fronte a una situazione che rischiava di sfuggire di mano: la forte urbanizzazione di ritorno, che porta oggi a costruire un centinaio di edifici all’anno dopo un lungo periodo di stasi, richiede una progettazione quanto mai attenta. Ascoltiamo Giuseppe Sanchini, sindaco di Saludecio

Per conoscere meglio i dettagli del progetto di Saludecio, chiamato terrazze sull’Adriatico, ci vorrà ancora qualche mese. Un progetto atteso con interesse, per capire se poi con le stesse modalità si potranno organizzare anche aree più ampie come Rimini e il suo territorio.

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