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Aumento era del 3,86%

A Rimini nessun aumento per la TARI grazie al recupero evasione

In foto: bollette (foto pexels)
bollette (foto pexels)
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Tra i tanti aumenti che affossano le finanze dei cittadini, i riminesi non dovranno fare i conti con quello della TARI. Lo assicura l’amministrazione comunale che ha deciso di utilizzare le somme recuperate dall’attività di contrasto all’evasione per congelare le tariffe e confermare in blocco le agevolazioni già introdotte. La delibera è stata approvata in V Commissione. L'aumento sarebbe stato del 3,86%.
ATERSIR, sulla base del nuovo metodo tariffario deliberato da Arera, ha stabilito un valore complessivo legato alle entrate tariffarie di 49.854.246 euro. Stesso incremento (3,85%) è stato definito anche per il 2027, per entrate pari a 51.772.698 euro. Aumenti che andrebbero a riflettersi sulle tariffe e quindi sulle bollette e che l’Amministrazione ha voluto azzerare utilizzando i circa dieci milioni di euro di avanzo vincolato derivanti dall’attività di recupero dell’evasione Tari condotta dall’ufficio Tributi. Oltre 4,33 milioni di euro serviranno a coprire la differenza tra il maggior costo del servizio per il 2026 e le entrate da tariffe che il Comune deve versare al gestore. Stesso meccanismo sarà ripetuto il prossimo anno. 
Restano dunque inalterate le tariffe, così tutte le agevolazioni già introdotte, sia per le utenze domestiche sia per le utenze non domestiche.
 
“Attraverso questa misura interveniamo concretamente a sostegno delle famiglie e delle imprese riminesi, in una fase economica del Paese non semplice, segnata dalla pressione dell’inflazione – sottolinea l’assessore al Bilancio Juri Magrini –. Lo facciamo attraverso un meccanismo equo e virtuoso, restituendo alla comunità le risorse recuperate dagli uffici grazie all’attenta attività di contrasto all’evasione fiscale. Oltre dieci milioni di euro che ci consentiranno di neutralizzare gli aumenti previsti nel biennio, evitando che la crescita dei costi del servizio si traduca in bollette più pesanti per cittadini e attività economiche”.
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