8 marzo. Anna Bisulli (SAP): tanto cammino fatto ma bisogna guardare avanti
In occasione dell'otto marzo, la Dott.ssa Anna Bisulli, Segretario Provinciale Aggiunto del Sindacato Autonomo di Polizia rivolge un pensiero alle donne "in divisa". Questa giornata, scrive, deve essere "un’occasione per ricordare il cammino compiuto, ma anche per guardare avanti con responsabilità, continuando a difendere i diritti conquistati e a sostenere ogni passo verso una società più giusta. A tutte le donne che ogni giorno indossano questa uniforme con professionalità, impegno e senso delle istituzioni va il nostro pensiero e il nostro ringraziamento".
La riflessione di Anna Bisulli, SAP provincia di Rimini
Donne, colleghe.
Storie di vita e di professione che si incontrano, si intrecciano e continuano negli anni. Generazioni diverse che condividono lo stesso percorso, pur con esperienze e momenti di vita differenti. Cambiano i tempi, cambiano le sfide, ma resta quell’uniforme che appartiene a tutte noi e che rappresenta impegno, responsabilità e servizio.
Sguardi che si riconoscono in quel blu profondo.
Sguardi che si incontrano nei corridoi, negli uffici, sulle strade, durante i turni più difficili. In quegli sguardi spesso non servono parole: c’è la consapevolezza di condividere un compito importante, quello di garantire sicurezza e vicinanza alla comunità.
Per alcune di noi il cammino è lungo, fatto di esperienza, sacrifici, responsabilità e traguardi raggiunti nel tempo.
Per altre è un sentiero appena iniziato, pieno di entusiasmo, aspettative e voglia di costruire il proprio futuro professionale.
Ogni percorso è diverso, ma tutti sono uniti dallo stesso senso del dovere.
Per svolgere questo lavoro serve certamente una predisposizione personale. Servono equilibrio, determinazione e capacità di affrontare situazioni complesse. Ma le competenze non si improvvisano. Si costruiscono con lo studio, con la formazione, con l’impegno quotidiano e con l’esperienza maturata giorno dopo giorno sul campo.
Accanto alla dimensione professionale esiste poi la vita personale. Gli affetti, la famiglia, i figli, i progetti.
Tenere insieme questi aspetti non è sempre semplice. Richiede equilibrio, forza e spesso anche rinunce. In passato, per molte donne, non è stato facile conciliare lavoro e famiglia. Molte hanno dovuto affrontare ostacoli, rinunce e difficoltà per affermare il proprio ruolo e per ottenere pari dignità nel mondo del lavoro.
Oggi sono stati fatti passi importanti.
Diritti e tutele sono stati conquistati grazie all’impegno, alla determinazione e al coraggio di tante donne che ci hanno preceduto. Ma la strada verso una piena uguaglianza non è ancora conclusa. In molte parti del mondo, e talvolta anche più vicino a noi di quanto si pensi, per tante donne parlare di rispetto, opportunità e parità è ancora difficile.
L’8 marzo non deve essere soltanto una ricorrenza simbolica.
Deve restare un momento di riflessione, memoria e consapevolezza.
Un’occasione per ricordare il cammino compiuto, ma anche per guardare avanti con responsabilità, continuando a difendere i diritti conquistati e a sostenere ogni passo verso una società più giusta.
A tutte le donne che ogni giorno indossano questa uniforme con professionalità, impegno e senso delle istituzioni va il nostro pensiero e il nostro ringraziamento.












