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30 anni d’impegno per chi ha bisogno: l’Ass. Papa Giovanni ricevuta dal Papa

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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“Le membra che sembrano le più deboli sono, in verità, le più necessarie”. Da questa semplice regola prende corpo tutta l’attività della comunità Papa Giovanni XXIII. Riconosciuta come Associazione Internazionale di Fedeli dal Pontificio dei Laici il 7 Ottobre 1998, già da 30 anni l’associazione opera in Italia e all’estero. Dare casa e famiglia ai bambini senza casa e senza famiglia, offrire un’accoglienza ai poveri, assistere gli handicappati, difendere gli emarginati, offrire una via d’uscita ai tossicodipendenti aiutare le prostitute a uscire dalla strada: i suoi membri, si impegnano a condividere direttamente la vita degli ultimi. Quella di Coriano, nel 1974 fu la prima casa famiglia aperta dalla comunità, oggi, ce ne sono 240 sparse in 21 paesi del mondo.

Parlare di strutture di accoglienza, come le case famiglia, significa parlare di storie concrete, di persone che hanno un volto preciso e una storia difficile alla spalle siano esse orfani, anziani, ragazze madri, emarginati: nelle strutture della comunità che in questi anni hanno varcato i confini di molti paesi, ad oggi, trovano accoglienza più di 4000 persone. Oggi, davanti al Santopadre, insieme a Don Oreste Benzi, anche i membri della comunità e i rappresentanti delle zone di missione in cui la comunità è attiva.

Ascoltiamo Don Benzi

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