16° Congresso CGIL Rimini. Il messaggio di Sergio Zavoli
“Non vorrei che trascorresse tutto il tempo dedicato al vostro Congresso federale senza che vi sia giunto il mio saluto, con l’augurio di un bilancio il più possibile positivo.
“Non posso dimenticare un giorno del 2001, quando parlavo di elezioni di fronte all’entrata delle Officine Locomotive, come si chiamavano quando, da piccolo, abitavo proprio davanti a quel cancello, in via Tripoli, e i tre “fischioni”, per usare la parola di allora, ogni mattina mi dicevano che si avvicinava l’ora di andare a scuola.
E’ passata una vita e la sirena, non importa più dove, non ha mai smesso di suonare di fronte a un dovere da compiere. Scusate se vi assimilo a un ricordo così infantile, e così personale, ma ho imparato che non c’è nulla, nella vita, da cui in qualche modo non si esca insieme. Comunità, del resto, vuol dire mettere in comune, e la politica stessa deve voler dire, sempre, trovare la via d’uscita. La più trasparente e condivisa.
Sono giorni attraversati da cose importanti, alcune gravi, che non di rado tendono a dividere, anziché a unire. E noi, non per caso, ci chiamiamo Unione. La sirena, dunque, suona anche per questo.
“Buon lavoro, uscitene con la vostra intelligenza delle cose, la lezione della vostra memoria, il coraggio del vostro guardare avanti, che sono la bussola civile e sociale, politica e morale di chi opera per un interesse comune.
Un caro saluto,
Sergio Zavoli











