13enne polacco annegato. Chiesto il rinvio a giudizio per l'accompagnatrice
Chiesto il rinvio a giudizio per la 27enne polacca indagata per la morte di un suo connazionale 13enne avvenuta a Rimini, all'altezza del Bagno 91, il 22 agosto del 2024. La ragazza era una delle due accompagnatrici che aveva il compito di sorvegliare una parte della comitiva, composta da 12 ragazzini tra i 13 e i 15 anni. Il reato contestato dal Pm Luca Bertuzzi è omicidio colposo. Secondo le indagini, la 27enne avrebbe consentito al gruppo di minori di entrare in acqua, nonostante la bandiera rossa per le avverse condizioni meteo-marine, e di superare le boe bianche che delimitano le acque sicure. Inoltre, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, avrebbe ignorato le elementari regole di prudenza che esortano a sorvegliare sempre i bambini sia in spiaggia che in mare. La 27enne, non in grado di tenere d’occhio l’intera comitiva, si sarebbe accorta poi troppo tardi della scomparsa del 13enne il cui corpo spinto dalla corrente è stato trovato a 300 metri di distanza, all’altezza del bagno 86. L’udienza preliminare è stata fissata dal Giudice Raffaella Ceccarelli per il prossimo 17 febbraio. A difendere la 27enne è l’avvocato Jakub Nowaki del Foro di Rimini












