Interrompere i comportamenti violenti, incoraggiare gli uomini a modificare i modelli comportamentali nelle relazioni interpersonali, riconoscere la responsabilità mediante l’acquisizione di consapevolezza della violenza agita e delle sue conseguenze, promuovere relazioni affettive improntate alla non violenza, alla parità e al reciproco rispetto, e prevenire la recidiva. È l’obiettivo dei percorsi attivi nei Centri per uomini autori di violenza (Cuav): in Emilia-Romagna sono 15 Centri, di cui 7 pubblici, gestiti dalle Aziende sanitarie locali, e 8 privati, gestiti da Enti del Terzo settore, con sedi diffuse su tutto il territorio regionale.
Ora la Giunta regionale ha approvato il riparto delle risorse nazionali, che per l’Emilia-Romagna ammontano complessivamente a oltre 550mila euro. Il lavoro dei Cuav sul territorio si concentra sul recupero degli uomini autori di comportamenti violenti e sulla prevenzione culturale. L'Emilia-Romagna vanta una lunga storia in questo campo: nel 2011 è stata la prima regione in Italia a finanziare un centro pubblico, presso il Consultorio dell'Azienda Usl di Modena, integrando così i servizi di tutela per le vittime.
Secondo i dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, negli ultimi anni la richiesta di questi percorsi è cresciuta in modo costante: il numero degli uomini in percorso nello scorso triennio è passato dagli 893 utenti del 2023 ai 1.253 del 2024 fino ai 1.484 del 2025 (ultimo dato disponibile).
“I Centri per gli uomini autori di violenza- sottolinea l’assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni- integrano la nostra strategia nel contrasto alla violenza contro le donne. Queste risorse permettono di intervenire sugli uomini affinché possano intraprendere percorsi di responsabilizzazione e cambiamento. Insieme alle case rifugio e ai centri antiviolenza, i Cuav sono un tassello di quanto l’Emilia-Romagna è impegnata a fare per prevenire la violenza”.
I Cuav in Emilia-Romagna
I Centri per uomini autori di violenza sono presenti in tutte le province: a Piacenza, Centro Ldv Ausl di Piacenza (pubblico), Cipm Emilia Centro italiano per la promozione della mediazione (terzo settore); a Parma, Centro Ldv Azienda Usl di Parma (pubblico); a Reggio Emilia: Centro Ldv Ausl di Reggio Emilia (pubblico), Servizio uomini maltrattanti e sede di Reggio Emilia del CIPM Emilia (terzo settore); a Modena: Centro Ldv Ausl di Modena (pubblico), Ceis Centro di solidarietà (terzo settore); a Bologna: Centro Ldv Ausl di Bologna (pubblico), Senza violenza (terzo settore); a Ferrara: Centro Ldv Ausl di Ferrara (pubblico), Cam - Centro di ascolto uomini maltrattanti (terzo settore); Forlì-Cesena, sede di Forlì del Centro Ldv Ausl della Romagna (pubblico), Ctm Centro trattamento uomini maltrattanti (terzo settore), sede di Cesena del Centro Ldv Ausl della Romagna (pubblico); a Ravenna, Centro Ldv Ausl della Romagna (pubblico), M.UO.VITI Mai più uomini violenti (terzo settore); a Rimini: Centro Ldv Ausl della Romagna (pubblico), Associazione Dire uomo spazio ascolto maltrattanti (terzo settore).
Una rete capillare sul territorio, a cui si affiancano i 23 centri antiviolenza e le 63 case rifugio in cui le donne in difficoltà trovano risposte concrete alle loro richieste di aiuto, anche in situazioni di emergenza, e che contribuisce a prevenire e contrastare la violenza di genere.





















