di Redazione
Sabato 29 e domenica 30 agosto torna sulle spiagge di Rimini la Rimini Rainbow Cup, torneo di beach volley LGBTQIA+ friendly promosso da Arcigay Rimini “Alan Turing” e AICS Rimini, con il patrocinio del Comune di Rimini e inserito tra le attività del Progetto Alias (cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna DGR 1143/2024).
L’edizione 2026 segna un nuovo record: 48 squadre parteciperanno sabato al torneo 3x3 e 12 squadre domenica al torneo 2x2, con formazioni provenienti da tutta Italia e anche dalla Svizzera.
Le partite si svolgeranno a partire dalle 9 di mattina su otto campi tra Community 27, Bagno 28 Otello e Bagno 26 Tiki. Le premiazioni del torneo 3x3 si terranno sabato alle ore 19, mentre quelle del torneo 2x2 sono previste domenica alle ore 14.
La Rimini Rainbow Cup nasce per affermare che lo sport deve essere uno spazio accessibile e sicuro per tutte e tutti. Organizzare un torneo LGBTQIA+ friendly significa creare uno spazio che protegga la libertà personale e dare visibilità a una comunità che, nello sport, è ancora troppo spesso invisibile, con l'obiettivo di contrastare discriminazioni e stereotipi.
Il torneo è infatti aperto a tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere e dal livello di gioco. La dimensione LGBTQIA+ rappresenta il messaggio e il valore dell’iniziativa, non un requisito per poter partecipare. Ogni persona è benvenuta!
Il torneo è infatti aperto a tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere e dal livello di gioco. La dimensione LGBTQIA+ rappresenta il messaggio e il valore dell’iniziativa, non un requisito per poter partecipare. Ogni persona è benvenuta!
La crescita costante della manifestazione conferma inoltre il ruolo di Rimini come meta ideale per un appuntamento che unisce sport, inclusione, socialità e turismo e che porta in città squadre, atlete e atleti provenienti da un numero crescente di territori.
La Rimini Rainbow Cup si conferma così un’occasione per vivere lo sport e la spiaggia in un clima di rispetto, fair play e libertà, dimostrando concretamente che l’inclusione può e deve essere parte dello sport.
Altre notizie





















