Oggi, a Rimini, due pasti caldi al giorno ci sono per tutti. Può sembrare scontato, ma vent’anni fa non era così, con queste parole Padre Giordano Forti, presidente dell’Opera Sant’Antonio ha presentato la mensa dei poveri de frati minori cappuccini di rimini, in via della fiera, che quest’anno festeggia 25 anni di attività.
Chiamarla solo mensa è riduttivo “non siamo un distributore automatico di pastasciutta – che pure è un servizio importante e meritorio – ha continuato padre Giordano, ma con i nostri 90 attuali volontari accogliere e accompagnare le persone per aiutarli a diventare più autonomi”. L’opera offre anche il servizio docce, uno sportello d’ascolto e il pacco familiare con gli alimenti.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il vescovo di Rimini Nicolò Anselmi e l’assessore ai servizi sociali del comune di Rimini Kristian Gianfreda.
“L’Opera sant’Antonio è un vero orgoglio per la Diocesi di Rimini e, soprattutto, per le tante persone che vivono situazioni di difficoltà e fragilità. È un luogo sicuro, dove non si trovano soltanto cibo e vestiti, ma soprattutto persone che si prendono cura delle persone” ha detto mons. Nicolò Anselmi.
Il Vescovo ha poi “applaudito” i volontari. “La ricchezza più grande dell’Opera Sant’Antonio sono i volontari: uomini e donne generosi, ben organizzati, disponibili ogni giorno dell’anno ad accogliere chi attraversa momenti difficili della vita, offrendo ascolto, rispetto e dignità”.
Sulla scorta di quanto ha evidenziato Papa Leone XIV nell’esortazione Dilexi te, dedicata all’amore per i poveri, mons. Anselmi ha invitato a riconoscere le diverse forme di povertà: “non solo la mancanza di cibo o di una casa, tema particolarmente rilevante per la nostra città, ma anche la solitudine, l’emarginazione, l’isolamento.
Luoghi come l’Opera sant’Antonio – insieme a tanti altri segni di carità presenti a Rimini, come la Caritas – devono essere sempre più nel cuore, negli occhi e nella mente della comunità cristiana”.
"Oggi sono qui a festeggiare una realtà cardine del nostro territorio. – ha dichiarato l’assessore Kristian Gianfreda – Il Comune di Rimini cerca per quanto è nelle sue possibilità, di sostenere questa realtà, che dopo un quarto di secolo è ancora al servizio delle persone più fragili. Nel corso delle stagioni e soprattutto negli ultimi tempi, Opera sant’Antonio ha pure avviato un meritorio processo di coinvolgimento e contaminazione con tutta la città”.
Dalla mensa serale alla distribuzione di farmaci, dalle docce calde al sostegno quotidiano per le famiglie: Opera Sant’Antonio oggi non è solo un servizio, ma una famiglia allargata. I numeri raccontano una realtà in continua evoluzione, capace di rispondere alle nuove povertà con umanità e professionalità grazie a una rete instancabile di volontari. Più di 1000 utenti passati in un anno dalla mensa, per un totale di 55.628 tra pasti e pacchi consegnati alle famiglie. 1440 le docce offerte e 750 i farmaci da banco distribuiti.
Per festeggiare assieme a tutta la comunità il traguardo dei 25 anni, 14 gennaio 2026, il Teatro Amintore Galli aprirà le sue porte per una serata speciale in compagnia della giornalista Francesca Fialdini, in dialogo con Padre Giordano, e poi lo spettacolo Quando un artista ride, di Elio.
"Celebrare al Teatro Galli non è un esercizio di stile ma un atto di riconoscimento verso l’intera comunità di Rimini," ha concluso fra Giordano Ferri. "In questi 25 anni la città non ci ha mai lasciato soli. Mettere la solidarietà sul palcoscenico più importante significa ricordare a tutti che il bene comune è l'opera d'arte più bella che possiamo costruire insieme."























