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Team Misano Podismo

Valdambra Ultra Trail, 110 km in Toscana: Paolo Leurini “Trail” chiude 56°

In foto: Paolo Leurini
Paolo Leurini
di
Icaro Sport
   
Tempo di lettura 3 min
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Paolo Leurini “Trail” colleziona un’altra impresa. L’ultra runner di Sassofeltrio, tesserato per il Team Misano Podismo, ha concluso in 56esima posizione la Valdambra Ultra Trail: 110 km con 4.700 metri di dislivello tra le colline della Val d’Ambra, in provincia di Arezzo.

La gara

La competizione si è tenuta nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre, con partenza alle ore 23:30 da Badia Agnano. Sono circa 85 chilometri di bosco e una decina di chilometri di strade bianche, con tratti di asfalto tra un paese e l’altro. Ma il bosco è il vero protagonista: su e giù continui, dislivello che non perdona, e il sole che non si vede mai perché si è sempre dentro. Un percorso bagnato e insidioso, che mette alla prova non tanto le gambe quanto la testa.

“Devo essere sincero: l’avevo preparata male, per colpa del caldo – spiega Leurini -. Quest’estate ha sempre fatto caldo e partivo per allenarmi su 30 chilometri e riuscivo a farne solo 18. Il giorno prima della gara ha anche piovuto. Così diventa tutta un’altra gara. L’avevo preparata ad asciutto e invece mi sono trovato tutto bagnato”.

“Durissimo, forse il più difficile che abbia mai affrontato. Pieno di fango da cima a fondo, pietre tutte bagnate, radici scoperte, buche nascoste, muschio scivoloso. Non si stava in piedi. Bisognava stare attenti a ogni passo – continua l’ultra runner -. Ho corso tutta la notte. Dopo pochi chilometri ho incontrato un ragazzo che non se la sentiva di affrontare il tratto notturno da solo e mi ha chiesto una mano. Da quel momento abbiamo continuato quasi sempre insieme, passo dopo passo, nel buio del bosco. Una compagnia che ha fatto bene a entrambi”.

“Poi, con l’alba, ognuno ha ripreso la sua gara. Lui ne aveva di più, si vedeva che aveva più passo. Gli ho detto di andare avanti, di non aspettarmi, che io facevo la mia gara. E così è stato. E la testa è stata messa a dura prova al 98° chilometro, quando ho sbagliato percorso. Sono andato fuori strada di circa un chilometro e mezzo e sono dovuto rientrare, facendo in totale tre chilometri in più. Purtroppo, l’orologio non prendendo la linea mi ha avvertito tardi. Sono tornato indietro, era buio, non riuscivo a vedere, la bandella che segna il sentiero non c’era, era caduta. Non l’ho vista. Piano piano però sono rientrato sul percorso”.

“Non avevo più spinta nelle gambe, è stata la testa a farmi finire la corsa. Un passo dopo l’altro, ho portato a termine questa impresa. Tagliare il traguardo in posizione 56 in una gara così, in queste condizioni, è motivo di grande orgoglio. Non è stata una questione di tempo, ma di resistenza, di pazienza e di amore per questo sport. Questa gara inizialmente doveva essere di 45 chilometri, perché avevo in mente di venire la domenica con un amico. Fortunatamente ho trovato Gianfranco Viola, che mi ha accompagnato venerdì, così ho potuto affrontare la 110 chilometri con partenza alle 23:30 di venerdì. Altrimenti mi sarei dovuto accontentare della 45 chilometri, perché non sapevo con chi venire. Voglio ringraziarlo di cuore – conclude Leurini -. Grazie a chi ha organizzato un percorso così vero, e grazie a tutti coloro che, anche solo con un incitamento in un ristoro, aiutano ad andare avanti”.

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