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Calcio Sammarinese

Tre Fiori FC , colpo di mercato: Matteo Mandorlini in gialloblù

In foto: Matteo Mandorlini
Matteo Mandorlini
di
Icaro Sport
   
Tempo di lettura 4 min
Tempo di lettura 4 min

Il mercato del Tre Fiori regala un grande colpo. La società di Fiorentino ha infatti raggiunto l’accordo con Matteo Mandorlini, esperto centrocampista classe 1988, che entra a far parte della rosa gialloblù mettendo a disposizione di mister Danilo Girolomoni esperienza, qualità e leadership. Un’operazione fortemente voluta dalla società e concretizzata dal direttore sportivo Francesco Lo Russo, che porta sul Titano un giocatore con una lunga esperienza nel calcio professionistico e un curriculum di assoluto livello.

Nato a Como il 22 ottobre 1988, Mandorlini è un centrocampista centrale e ha mosso i primi passi nel settore giovanile del Parma, club con il quale ha debuttato giovanissimo in serie A nella stagione 2005/06 facendo l’esordio europeo in Coppa Uefa. Ha poi vestito le maglie di Pavia, Foligno, Viareggio e Piacenza, prima di vivere importanti esperienze in serie B con Brescia, Spezia e Grosseto e in serie C con Pisa e Pordenone, fino al lungo e significativo capitolo con il Padova, dove ha collezionato oltre 100 presenze e contribuito alla vittoria del campionato di C e della Supercoppa nel 2017/18. Negli ultimi anni ha giocato con Seregno, Flaminia e Ravenna, squadra con cui ha disputato anche l’ultima stagione tra i professionisti. Un percorso impreziosito anche dalle esperienze con le Nazionali giovanili azzurre: 7 presenze con l’Under 16 e l’Under 17, condite da due reti, e 8 con l’Under 19.

Mandorlini arriva al Tre Fiori con motivazioni importanti e con la consapevolezza di poter mettere la propria esperienza al servizio di un gruppo che ha appena iniziato la nuova stagione nel migliore dei modi vincendo la Supercoppa. 

“Sono pronto a questa nuova esperienza. Era nell’aria da un paio d’anni: la società mi è stata dietro, ma prima ho preferito fare un’altra stagione a Ravenna tra i professionisti. Avevo sempre lasciato la porta aperta e ora l’occasione si è concretizzata nel momento giusto. Sono contento di questa scelta. Ho già fatto il primo allenamento con i compagni e ho trovato un ambiente serio e un bel gruppo. C’è tutto per fare le cose fatte bene e ho percepito le sensazioni giuste. Arrivo con tante motivazioni. La società mi ha chiesto di portare, oltre alla mia esperienza professionale, anche un valore aggiunto a livello umano. Sono certo di inserirmi in fretta in questo gruppo di bravi ragazzi, che già mi hanno regalato un inizio di stagione vincente, conquistando la Supercoppa pochi giorni fa. Davvero un bel benvenuto. Mi avevano contattato anche altre squadre, ma nella mia decisione ha assunto un peso importante la voglia di lottare per vincere del Tre Fiori, la squadra più titolata della Repubblica, che ogni stagione lotta per conquistare trofei e tornare a giocarsi le Coppe europee. A livello personale conosco Sirri e Prandelli, due sicurezze”.

A distanza di circa vent’anni dalla sua prima esperienza europea, Mandorlini sogna così di tornare a vivere quelle emozioni: “Ero un ragazzo in rampa di lancio l’ultima volta che ho giocato in Europa, quando si chiamava ancora Coppa UEFA. Sarebbe una bella soddisfazione tornarci. Una sorta di chiusura di un cerchio che mi piacerebbe coronare”.

Figlio di Andrea, storico ex centrocampista dell’Inter e allenatore di importanti squadre. “Il calcio è sempre stato il mio mondo. Sono praticamente nato con il pallone tra i piedi, ma nessuno mi ha mai costretto: sono malato di calcio di mio”, sorride.

E sul campo, a chi non lo avesse ancora visto giocare, Mandorlini spiega così le proprie caratteristiche: “Da ragazzino mi dicevano che se uno è un giocatore, che giochi in Serie A, in B o in qualsiasi altra categoria, è sempre lo stesso giocatore. Con gli anni ho capito che era un complimento, perché le caratteristiche non si snaturano con la categoria. Ancora oggi, come allora, sto in mezzo al campo per gestire le situazioni, aiutare in fase di costruzione ma anche di interdizione. Sono un giocatore dinamico, mi piace servire i compagni per il gol e, quando c’è la possibilità, non disdegno la conclusione. Insomma, sono pronto a dare tutto il mio contributo per un’altra stagione speciale del Tre Fiori”.

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di Roberto Bonfantini
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