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Rimini-Ascoli 0-2

D'Alesio: "Penso non meritassimo di stare sotto 0-2 nel primo tempo"

In foto: Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura 11 min
Sab 15 Nov 2025 19:30 ~ ultimo agg. 16 Nov 22:02
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Le dichiarazioni al termine di Rimini-Ascoli 0-2 (leggi notizia).

Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C. "Nel primo tempo per me abbiamo avuto un approccio giusto, tranne che nell'episodio dei due gol, dove sicuramente avremmo potuto fare meglio. Abbiamo rivisto il primo, eravamo anche in una situazione ordinata, è stato bravo il loro giocatore a rubare il tempo ai nostri centrocampisti, che si erano inseriti insieme ai loro centrocampisti, è stata una giocata anche di grande qualità, in un momento in cui secondo me la partita era abbasta in equilibrio, alla pari. Abbiamo scelto di giocarcela a viso aperto, quindi abbiamo avuto occasioni noi, hanno avuto occasioni loro. Non penso meritassimo di stare sotto 0-2. Poi nel secondo tempo i ragazzi hanno dimostrato ancora una volta quanto ci sono, quanto vogliono esserci dentro. La paura che avremmo potuto lasciarci andare c'era, perché dopo un primo tempo così se sei sotto 0-2 possono venire meno le energie mentali, farci prevalere dalla voglia di andarla a recuperare, rischiando e contro una squadra del genere anche di subire più gol, invece abbiamo mantenuto la partita in equilibrio, eravamo vivi, abbiamo cercato in tutti i modi di provare a fare gol e non ce l'abbiamo fatta. Era il secondo tempo che avevo chiesto ai ragazzi, avevamo detto di fare quel tipo di secondo tempo. Quindi se dobbiamo giudicare il risultato io sono il primo a giudicare la sconfitta come un qualcosa di negativo, ma contro quest'Ascoli per me abbiamo dato prova di essere vivi, di essere dentro questa gara. Ci deve dare un po' la conferma di quello che è il nostro percorso. Naturalmente se continuiamo così, senza risultati, il rischio è poi di allontanarci troppo. Manteniamo il buono e testa alla prossima".

Nelle ultime settimane forse avete perso quell'entusiasmo iniziale? "Un po' penso di sì, ma è fisiologico. Ne avevamo parlato. Spesso abbiamo cercato di superare le problematica con questa reazione di rabbia, però sappiamo che un fuoco per ardere dopo un po' ha bisogno di legna. Un pochino è venuto meno quel tipo di carburante, però, torno a ripetere, metti la palla dentro nel primo tempo, ti si crea entusiasmo, fai una partita diversa. Noi siamo una squadra che in questo momento è legata molto anche agli episodi, nel senso che basta un episodio che ci può dare una grande carica, com'è successo anche in altre partite, ricordo Perugia, viceversa quando prendi gol è come se riaffiorassero un po' tutte quante le negatività, le problematiche. Siamo molto una squadra emotiva, però io prendo di buono quella che è stata la voglia di restare in partita, di provarci fino all'ultimo, di non disunirci, di restare alla fine tutti insieme, nessuno è andato dentro gli spogliatoi. E dentro gli spogliatoi c'è stata una parola di conforto l'uno con l'altro. Sono momenti in cui altre squadre o altri ragazzi potrebbero anche farsi prendere dal nervosismo o dallo sconforto, invece c'è sempre la voglia di rimanere uniti, di darci quella pacca sulla spalla per dirci "ci abbiamo provato, la prossima possiamo fare meglio". E questo è quello che ci deve guidare in questo momento perché altra ricetta non c'è. C'è solamente il lavoro, c'è solamente capire quello che è successo, prenderlo per migliorare e guardare subito alla prossima. Nel calcio, ma in generale nella vita, non possiamo guardare solo il passato, altrimenti gli episodi negativi diventano un fardello. E invece in questo momento la nostra bravura deve essere prendere il positivo e al tempo stesso dal negativo imparare. È un percorso, lo so, servono i punti, speriamo di riuscire a farli nel breve termine. Abbiamo cinque partite belle da giocare da qui a gennaio, poi si vedrà".

Quando l'arbitro ha fermato il gioco per far soccorrere Rizzo si è arrabbiamo tanto con il direttore di gara. "In quella situazione stavamo partendo in una situazione di transizione, il giocatore aveva ricevuto un colpo sul piede e non sulla testa. Se non erro da regolamento il gioco va fermato solamente se c'è un colpo in testa, non sul piede. È stata una scelta che a mio parere ha frenato una transizione che era un'occasione potenziale per poter provare a fare gol e riaprire la partita. La mia reazione è stata solamente per quello perché per me è stata una scelta non giusta. Però tutti facciamo degli errori, anche gli arbitri sono umani".

Conferma che alla fine l'arbitro è venuto in panchina per dire che aveva fermato il gioco per cori di matrice razzista? "Sì".

Gabriele Gori, attaccante dell'Ascoli, autore del 2-0. "È stata una partita complicata perché nei primi trenta minuti le squadre che vengono uomo su uomo sono sempre molto coraggiose e bisogna dare atto comunque al Rimini che con tutta questa situazione ha fatto, secondo me, una signora partita. Però comunque diciamo che noi sotto l'aspetto del palleggio e del dominio del gioco veniamo sempre un po' fuori con tutti perché abbiamo grandi qualità, ce la siamo giocata diciamo a viso aperto e abbiamo vinto la partita".

Il suo secondo gol è stato un po' un regalo del portiere del Rimini Vitali. "È frutto del crederci sempre, non è il primo che faccio così perché io fino all'ultimo secondo cerco sempre anche di trasmettere ai ragazzi quella grinta che ci vuole e quello che voglio fare durante quest'anno".

È una sensazione o nella ripresa vi siete accontentati di gestire il risultato? "Assolutamente no. Abbiamo rispettato l'avversario, abbiamo comunque creato tre-quattro occasioni nitide per fare gol, poi bisogna essere bravi a concretizzarle".

https://www.icaroplay.it/programmi/rimini-ascoli-0-2-il-dopogara/

Francesco Tomei, allenatore dell'Ascoli. "Abbiamo fatto, secondo me, una buona partita. Sapevamo che il Rimini è una squadra ostica da affrontare, perché è una squadra organizzata, è una squadra che non ti fa giocare. E quindi avevamo preparato delle situazioni anche diverse. Sono molto contento dai ragazzi, che hanno applicato il tutto in modo abbastanza pulito. Ripeto, non era facile perché il Rimini, nonostante tutte le vicissitudini che sta affrontando in questo momento, è una squadra difficile da affrontare. Ribadisco quello che ho detto in conferenza ieri: faccio i complimenti alla squadra, faccio i complimenti al mister, perché sono ragazzi eccezionali e non è semplice lavorare in queste condizioni, e loro lo fanno, si vede, con tanto entusiasmo. E questo mi riempie ancora più di orgoglio e di gioia per un motivo semplice: perché era una partita molto difficile, poi siamo riuscii a sbloccarla, abbiamo avuto tante situazioni per poterla chiudere di nuovo, sbagliando l'ultima scelta, l'ultima situazione, però va bene così. L'importante è anche non aver preso gol, continuare questa striscia positiva per quanto riguarda l'aspetto di non possesso. E quindi la cosa che mi rende felice stasera è che i ragazzi hanno fatto un'ottima prestazione secondo me".

È avvilente giocare in uno stadio quasi deserto come il "Neri" di questa sera? "Purtroppo anche l'anno scorso, che ero nel girone C, abbiamo avuto la Torres e il Taranto che hanno avuto le stesse situazioni. Come ho già detto in conferenza stampa ieri, per me è avvilente, nel senso che è un dispiacere per un motivo molto semplice: sono ragazzi come noi, si allenano come noi, hanno lo stesso impegno che mettiamo noi, non essere retribuiti, ma al di là dell'essere o non essere retribuiti, essere abbandonati, essere abbandonati da tutto e da tutti è una cosa che veramente dispiace, e soprattutto dispiace che si continui a ricadere in queste cose. Non si può non essere attenti. Tanto si sapeva, adesso è toccato al Rimini, non è il segreto di pulcinella, lo sapevano tutti. Quindi alla fine se lo so io che non centro nulla, come si fa? Le istituzioni in questo caso devono intervenire, non devono permettere tutto perché alla fine ci rimette la città, ci rimettono i tifosi, ci rimettono i ragazzi, tutti. Ed è brutto perché se poi si va fino in fondo e succede quello che purtroppo succede: io l'anno scorso ho giocato col Taranto, ho vinto due partite e mi hanno tolto sei punti, ho giocato con la Torres, ho vinto due partite e mi hanno tolto sei punti. Sei più sei fa 12 punti, tu falsi un campionato. È tutta una situazione particolare, dispiace che non si intervenga prima, e si deve intervenire perché alla fine ne va di tutto il sistema fondamentalmente. Quindi io non posso che essere solidale e fargli i complimenti perché sono una squadra che gioca, com'è giusto che sia, al massimo". 

Tomas Lepri, difensore del Rimini F.C. "Secondo me, analizzando la partita subito finito il match, abbiamo fatto i primi 35 minuti dove abbiamo affrontato la partita che dovevamo affrontare, sapevamo di affrontare una squadra molto forte, con giocatori di qualità assoluta e di categoria anche superiore, che giocano bene a calcio, sono bene organizzati, quindi avevamo preparato la partita a riconquistare palla e magari verticalizzare subito sulle due punte che avevamo davanti a parità numerica. Poi abbiamo preso quei due gol velocemente che un po' ci hanno spezzato le gambe. Nel secondo tempo secondo me siamo entrati in campo bene, consapevoli di restare in partita, di non prendere il terzo gol, bastava un gol, un po' di fortuna e magari riaprivi la partita, ma non è andata così e ci dispiace".

L'impressione è che anche voi siate stanchi dal punto di vista mentale, logorati dal perdurare di questa situazione di incertezza. "A livello di gambe, di fiato, parliamo di campo, stiamo alla grande perché col mister e il suo staff lavoriamo, sono professionisti ai massimi livelli, possiamo solo che ringraziarli. Dei problemi societari sinceramente non voglio parlare perché stiamo vivendo l'inferno, non voglio parlare di altro, non voglio entrare nei dettagli perché ci siamo già magari "montati la testa" quando sentivamo parlare di Campari, eravamo rimasti soli, non sto parlando adesso della società di Di Matteo, perché è entrata da poco e quindi non mi permetto, parlo di prima, noi, con lo staff e con chi è dietro: un magazziniere e un fisioterapista. Ma, ripeto, non voglio parlare della società e di questi problemi perché abbiamo vissuto qualcosa che nel calcio non può esistere, quindi vorrei concentrarmi e spostare i discorsi e la mente sul campo, perché alla fine è quello che interessa a noi calciatori e a noi staff".

Comunque è inevitabile che i problemi in campo rispecchino i problemi che ci sono fuori. "Certo, inconsciamente, anche se non vuoi, te lo porti in campo perché c'è chi ha famiglie dietro, magari non può averle qua a Rimini per discorsi loro, nei quali non voglio entrare. E quindi inconsciamente te lo porti in campo. Ripeto, però a livello di allenamenti col mister e il suo staff ci stiamo allenando alla grande, purtroppo è da un po' di partite che non arrivano risultati, le stiamo analizzando, ci diamo le nostre colpe perché in effetti entriamo noi in campo, quindi parliamo di calcio, di campo, che è meglio".

È passata un'altra giornata, le partite sono sempre meno ed il rischio che aumenti quel distacco è evidente. "Anche noi, tanto è inutile nasconderlo, pensiamo che per salvarti devi arrivare almeno a sette punti dalla quintultima, quindi stiamo guardando quello, altrimenti vai giù diretto. È una retrocessione che noi giocatori ci porteremmo alle spalle, che assolutamente non ci farebbe bene. Proviamo a stare lontano da tutti i discorsi extra campo, ci proviamo, ce la vogliamo fare. Speriamo arrivino i punti il prima possibile. Mi dispiace per tutta la città per quello che stiamo vivendo perché iniziare un campionato a -15 punti non è normale".

Oggi c'erano solo 504 persone sugli spalti. Non è il record negativo assoluto, ma ci va vicino. "Se ricordiamo la finale di Coppa, o la semifinale di Coppa, dove c'era lo stadio pieno. Adesso vedere tutto vuoto non ci fa bene, ma da riminese e avendo amici in Curva, nei Distinti, capisco la situazione che stanno vivendo anche loro, quindi niente da dirgli".

Oggi avete giocato in maniera diversa, un po' più uomo contro uomo? "Siamo andati tutta la partita uomo a uomo, solamente che questa squadra muoveva tanto i suoi giocatori. Per esempio io avevo a uomo D'Uffizi, che era l'esterno alto, e a volte entrava in mezzo al campo, quindi uomo a uomo palla ferma ci attaccavamo al nostro uomo. Quindi anche se andava in difesa con la palla ferma io lo dovevo seguire. Tutte le partite siamo uomo a uomo, abbiamo affrontato l'Ascoli che ha idee diverse da altre squadre là davanti, è solo questo, perché si muovono di più i giocatori dell'Ascoli rispetto alle squadre che abbiamo affrontato in precedenza".

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